UniTo: comunità o baronato?

Nell’ultima seduta delle commissioni istruttorie del CdA, abbiamo assistito all’ennesimo atto di delegittimazione della rappresentanza studentesca: il Consiglio non ha eletto unǝ studentǝ come presidente della Commissione Studenti.

Perché questa posizione è così problematica? Chiariamoci, dando un cenno sul funzionamento del Consiglio di Amministrazione. I provvedimenti da approvare sono raggruppati in 4 aree tematiche e valutati da altrettante Commissioni: Edilizia, Bilancio, Personale, Studenti. In particolare, la Commissione Studenti si occupa di tematiche strettamente legate a studenti e didattica. Lǝ presidente viene elettǝ dal Consiglio e, da almeno 8 anni, è stato sempre eletto unǝ studentǝ, anche se non c’è alcun regolamento che lo sancisca. Perché è meglio unǝ studentǝ come presidente? Unǝ studentǝ ha maggior sensibilità e dimestichezza con i temi trattati, quindi può realmente essere portavoce delle istanze della popolazione studentesca e tutelarle. In più occasioni, il Rettore e la governace hanno manifestato la loro approvazione a una gestione amministrativa mista, con la partecipazione attiva dellз studentз, ritenendo che ciò fosse origine di un valore aggiunto per l’Ateneo. Inoltre, i presidenti delle Commissioni si riuniscono periodicamente per decidere i provvedimenti da sottoporre al giudizio del Consiglio, stilando, di fatto, l’ordine del giorno delle sedute. Essere presenti in questo spazio come studentз è cruciale per difendere i bisogni della popolazione studentesca, minacciati dalle angherie e dalle prepotenze dei baroni: ci dà l’opportunità di essere propositivз e stilare provvedimenti che rispecchino le nostre esigenze e i nostri principi; infine, ci permette di conoscere informazioni utili alla tutela di studentз, lavoratorз, precarз, altrimenti di difficile ottenimento.

A questo giro elettorale, l’unico candidato era unǝ studentǝ, che ha argomentato e motivato la sua candidatura tramite email. La votazione si è tenuta attraverso il sistema Eligo (lo stesso impiegato per le elezioni studentesche), quindi a scrutinio segreto, durante la seduta online della Commissione Studenti. Tradizionalmente, prima del voto, venivano poste alcune domande allз candidatз, affinché motivassero il proprio desiderio di ricoprire quella carica, seguite da una discussione delle risposte. Questa volta non è successo. Il Consiglio è composto da 11 membri, ma 2 di loro erano assenti; dellз 9 partecipanti, 5 si sono astenutз, quindi lo studente non è stato eletto. I voti a favore sono stati espressi da noi due studenti, da una docente del Coordinamento Unito e dal Rettore.

Con ogni probabilità, questo gesto va letto come un tentativo di mettere in imbarazzo noi studentз e di contestare la voce critica e oppositiva che da anni Studenti Indipendenti porta in università e negli organi; facendo leva su dinamiche politicamente escludenti, cercano di delegittimare il peso della rappresentanza studentesca.

Inoltre, il Consiglio ha strumentalizzato le modalità di votazione a proprio favore: anche in presenza si sarebbe votato a scrutinio segreto, ma sarebbe stato meno facile sfuggire alla necessità di fornire spiegazioni sulle proprie posizioni e discuterne. Questo modo di agire è in tema con i loro comportamenti, che continuiamo a criticare e che sono inaccettabili per un dialogo civile tra istituzioni universitarie e corpo studentesco.

L’accaduto è terribilmente grave per noi, ma ci teniamo a sottolineare che non si tratta di semplice frustrazione, rabbia o delusione per la mancata elezione. La presa di posizione del Consiglio è, in primis, un atto politico vile e scorretto, volto a contestare e delegittimare il ruolo di noi studenti nell'organo; è un tentativo di ridurre le nostre facoltà decisionali e le occasioni in cui ci è possibile esprimerci, di mettere a tacere la nostra voce contraria e di opposizione, di privarci della possibilità di partecipare alle riunioni dellз presidenti.

Cosa succederà ora? Non ci faremo intimorire dal loro atto di forza, portato avanti con atteggiamento arrogante e provocatorio: noi non arretreremo di un millimetro! Ci candideremo nuovamente alla presidenza della Commissione Studenti e continueremo a lavorare e lottare in quell'organo con lo stesso spirito, senza rinnegare gli ideali che da sempre ci muovono come Studenti Indipendenti.

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