Antirazzismo 2021

Per un'Università antirazzista

Crediamo che la formazione possa e debba essere uno degli strumenti d'accoglienza e vita degna, per questo richiedenti asilo e soggetti migranti devono poter accedere all'Università senza alcuna restrizione. Vogliamo che l’Università metta a disposizione strumenti di assistenza reali, inclusivi e solidali per queste persone, la cui esistenza è messa a repentaglio dagli attacchi perpetrati dalle leggi razziste che si stanno succedendo nel nostro Paese con tutti i Governi passati.

Ad oggi al compimento dei 18 anni lə minori richiedenti asilo, nell'attesa del riconoscimento successivo, sono esclusə dalla formazione e lasciatə in un limbo. Inoltre, ci sembra assurdo che da normativa nazionale lə studenti con permesso di soggiorno per studi non possano lavorare più di 20 ore alla settimana, perché si ritiene che il permesso per studi possa diventare un pretesto per riuscire a raggiungere l’Europa per motivi economici: come per qualsiasi studente con cittadinanza UE, mantenere i propri studi non è scontato e un’imposizione del genere, senza una borsa di studi garantita a tutti/e, non permette il libero accesso agli studi.

Chiediamo che anche il nostro Ateneo si esprima contrario alle leggi che escludono dalla formazione persone migranti in attesa del riconoscimento di uno status che permetta loro la permanenza regolare in Italia dal momento che la burocratizzazione e l'irrigidimento dei requisiti producono lunghi periodi di incertezza per le persone migranti, periodi in cui non è giusto che le loro vite vengano messe in attesa!

POTENZIAMENTO DELLA SPORTELLISTICA PER STUDENTI STRANIERƏ E RICHIEDENTI ASILO

La nostra Università offre un servizio di supporto per il permesso di soggiorno, ossia un supporto amministrativo per l'adempimento delle pratiche relative al rilascio del visto e del permesso di soggiorno, alla dichiarazione di equipollenza e a tutti gli altri ostacoli burocratici che costituiscono un peso aggiuntivo per studentesse e studenti stranieri. Lo sportello dove viene erogato questo servizio si trova all’interno degli spazi della Segreteria Studenti di via Sant’Ottavio 17/4, sede amministrativa che si occupa di tante e diverse procedure. Crediamo che inserire un servizio così specifico e fondamentale per la vita dellə studenti migranti all’interno di uno sportello che si occupa soprattutto di pratiche generiche sia inefficiente e che vada a creare ulteriore confusione per le persone che devono seguire delle procedure burocratiche molto complesse.

A causa delle difficoltà nel richiedere l’ISEE, dovendo accedere a documenti del paese d’origine, molte persone erano costrette a pagare il massimo della contribuzione e spesso ad abbandonare per questo gli studi. Per questa ragione abbiamo richiesto e ottenuto che fosse possibile richiedere di pagare, invece che in base ISEE, a seconda del PIL pro-capite del Paese di residenza proprio o dei genitori. Riteniamo necessaria la creazione di uno sportello ad hoc con personale formato in maniera specifica sulle procedure burocratiche e amministrative di rilascio del visto o del permesso di soggiorno. Riteniamo necessario, inoltre, che l’Università assuma figure specificatamente formate come interpreti, mediatorə culturali e traduttorə per seguire ogni persona che richieda i documenti per tutto l’iter burocratico nella compilazione dei moduli e agli sportelli.

UniTo ed Edisu si devono dotare di strumenti ad hoc al fine di comunicare e assistere al meglio lə studenti stranierə negli iter burocratici, sia in termini di potenziamento della sportellistica, sia in termini di guide online in lingua straniera.

ACCESSIBILITÀ ALLE INFORMAZIONI E SUPPORTO ALLA DIDATTICA

È evidente come studenti non italofonə siano penalizzatə nel navigare nel mare della burocrazia universitaria, e quindi nell’accesso ai servizi. Oltre a cinese e inglese, il sito della nostra Università dovrebbe poter essere letto anche in francese, spagnolo e arabo, per migliorarne l'accessibilità.

SAPERI NON EUROCENTRICI ED ERASMUS

Spesso il mondo della cultura e dell’istruzione viene invocato come uno degli antidoti più potenti al razzismo. Ad oggi, è invece proprio il mondo dell’istruzione a contribuire a formare una mentalità colonialista, insegnando la storia come se fosse un romanzo di cui l’uomo bianco è il protagonista e presentando le altre culture e società come bizzarrie esotiche. Per questo è fondamentale non solo aprire nuovi corsi che diano spazio e voce ad altre storie e altre culture, ma anche un cambio di paradigma nel metodo d’insegnamento che offra percorsi di studio in grado di andare oltre il punto di vista monolitico dell’uomo bianco.

Chiediamo che l’Università di Torino faccia il possibile per riconoscere e valorizzare maggiormente i percorsi di studi (medi e universitari) effettuati in paesi extra UE. Riteniamo anche che il percorso Erasmus da e per paesi extra UE vada potenziato, sia per l'importanza di confrontarsi con culture diverse, sia per ampliare le potenzialità degli scambi internazionali.

Vorremmo che l’università di Torino aderisse al Programma Erasmus+ International Credit Mobility, coordinato dall’Università di Siena, che offre l’opportunità di borse di mobilità accademica per studenti, insegnanti e mobilità del personale, che nel 2019 ha permesso a uno studente italiano di andare in Erasmus in Palestina.

Vorremmo inoltre che l’Università di Torino stringesse nuove convenzioni con paesi extra UE che facilitino il movimento dellə studenti e dellə professorə e che siano in grado di arricchire le esperienze e le conoscenze dellə studenti.

Alcune convenzioni sono ad oggi strette con alcuni paesi che portano avanti guerre ingiuste (come la Turchia di Erdogan che porta avanti da un anno e mezzo una gravissima guerra contro l’esperienza confederale della Siria del Nord). Chiediamo che queste convenzioni vengano interrotte come segno di dissenso verso queste politiche imperialiste, lasciando però spazio per lə docenti che vogliano allontanarsi da questi paesi, dove non possono esprimere liberamente il proprio dissenso politico.

Spazi Liberi Dall’Apartheid

“La campagna Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana promuove la creazione di una rete di spazi, virtuali e fisici, che si dichiarano liberi da ogni forma di discriminazione e si impegnano a non intrattenere rapporti con sistemi di ingiustizia e oppressione.” Studenti Indipendenti aderisce da anni, come spazio virtuale, alla campagna seguendo e sostenendo da sempre le attività di Progetto Palestina e del gruppo BDS Torino. Aderire a questa campagna significa non acquistare prodotti nè fare accordi con enti o istituzioni che rappresentano e portano direttamente gli interessi dello stato Israeliano. UniTo e PoliTo intrattengono da anni scambi e progetti con le università israeliane, come l’accordo quadro che abbiamo denunciato nel 2017 chiedendo in senato accademico la fine degli accordi con il Technion di Haifa, istituto da sempre impegnato nella ricerca e nello sviluppo di nuovi strumenti per l’oppressione della popolazione palestinese. In quanto Spazio Libero dall’Apartheid Israeliana, rifiutiamo di fornire ogni tipo di appoggio al regime israeliano di apartheid e ci opponiamo alla normalizzazione dei rapporti con un regime di oppressione, spoliazione e razzismo. Ci batteremo dentro e fuori dagli organi di ateneo per far sì che vengano rescissi gli accordi e i sostegni agli enti e le istituzioni israeliane, ci impegneremo nel boicottaggio accademico e culturale nei confronti di chi porta gli interessi di uno stato oppressore.

DIFESA DELLA LIBERTÀ DI RICERCA E DI INSEGNAMENTO

E’ ormai conclamato che la morsa del ritorno dei nazionalismi si stia stringendo anche attorno al mondo della formazione. Da Ungheria, Turchia, Brasile e troppi altri paesi dove l’estrema destra è tornata al governo torniamo a sentire notizie di docenti che hanno perso il posto di lavoro per non essersi allineatə al governo, di libri di testo rimodellati per rispecchiare i deliri eteropatrarcali e nazionalisti del potere, corsi di laurea chiusi perché pericolosi per chi comanda. Per questo chiediamo che nei suoi piani di reclutamento, l’Università riservi particolare attenzione a personale ricercatore e docente proveniente da paesi che limitano la libertà di ricerca e di insegnamento, in particolare nella quota di visiting professor.

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