Ora e sempre Resistenza

La resistenza partigiana, che abbiamo omaggiato oggi nelle strade, è la pietra fondante dell'antifascismo. I valori antifascisti insegnati dalla lotta partigiana ci spingono a continuare a lottare e a non accettare passivamente l'ingiustizia e l'oppressione che ci vengono imposte. I fascismi oggi si presentano con mille fattezze, in quanto radicati nella società capitalista, che assume sempre più caratteristiche repressive e securitarie.

Oggi resistenza vuol dire lottare contro leggi xenofobe che escludono dai diritti fondamentali popolazioni in fuga. Lottare contro il CPR di Torino dove vengono recluse persone migranti riportando indietro le lancette dell'orologio ai tempi del nazifascismo. Lottare contro la violenza dello Stato nei confronti dei movimenti che si battono per proteggere i loro territori e l'ambiente, come il movimento No Tav, dove la repressione ha portato all'applicazione del reato di dissenso politico, chiara reliquia dell'apparato giudiziario fascista, come nel caso di Dana Lauriola, condannata ingiustamente a due anni di carcere per aver espresso la propria opinione. Lottare contro i fascismi moderni come la dittatura di Erdogan in Turchia, che sta portando avanti da anni una pulizia etnica nei confronti della popolazione Curda e la guerra nei territori della Siria del nord-est. Territori dove da anni viene portata avanti una rivoluzione anticapitalista e femminista, per cui ogni giorno partigiani e partigiane modernə combattono contro le oppressioni fasciste degli stati islamico e turco. A queste resistenze hanno partecipato numerosə combattentə internazionalistə, anche italianə come Lorenzo Orsetti, caduto in battaglia difendendo gli ideali per cui oggi tuttə noi lottiamo, e come Maria Edgarda "Eddi" Marcucci, che al suo ritorno dal Rojava ha subito l'ennesima repressione da parte della questura di Torino, che ha utilizzato una misura giuridica introdotta con il Codice Rocco del 1931 nel ventennio fascista. Lottare contro il sessismo e il patriarcato che si inseriscono a più livelli nella società e nelle istituzioni, manifestandosi nell'oggettificazione del corpo della donna e nella privazione di quest'ultima al potersi avvalere liberamente del proprio corpo, come è reso evidente dall' ostruzionismo derivato dagli obiettori di coscienza e da accordi tra istituzioni e associazioni pro life antiabortiste nei presidi sanitari che rendono sempre più difficile l'accesso all'aborto. Per questi e tanti altri motivi si deve lottare e resistere.

Lottare ieri, lottare oggi, lottare sempre. Per il diritto a manifestare, a difendere la terra, ad autodeterminarsi. In università, in città, ovunque poggino i nostri piedi oggi liberi grazie alla resistenza.

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