Didattica 2021

Ci (A)Spetta una didattica migliore

DIDATTICA POST COVID: QUALI PROSPETTIVE?

L’emergenza sanitaria ha completamente trasformato l’Università: tra lezioni a distanza, registrazioni e powerpoint commentati anche la didattica ha cambiato il suo volto. La transizione verso la didattica a distanza è stata lenta e farraginosa; l’Università non era pronta per questo cambiamento e la didattica in parte ne ha patito. D’altra parte però la DAD ha permesso un accesso maggiore all’Università: per lə studentə che lavorano, e in generale per le persone che non possono frequentare in presenza, ha significato una reale possibilità di inclusione nel mondo universitario.

Crediamo che questo passaggio alla DAD non vada ignorato nei prossimi anni, ma sfruttato in ottica di inclusività. La DAD può essere uno strumento integrativo importante (da tempo in alcuni dipartimenti le lezioni vengono registrate per essere riviste in seguito), tuttavia non auspichiamo una transizione ad un’università telematica. Crediamo che l’università in presenza sia un’esperienza importante, sia in termini formativi che di socialità e vorremmo che nessunə fosse costrettə a rinunciarvi per ragioni economiche. Pensiamo che l’Università e la Regione dovrebbero investire di più sul diritto allo studio, invece di “tappare i buchi” con una didattica meno costosa a distanza. L’università infatti con la DAD ha ridotto i costi, offerto meno servizi, a parità di tasse pagate də studentə.

In un’ottica di ritorno in presenza, almeno parziale, crediamo che lə studentə debbano essere parte fondamentale di una didattica partecipata e condivisa, che non si limiti allo strumento di Edumeter come unico mezzo per gli/le studenti di co-partecipare alla valutazione di docenti e alla ridefinizione di corsi. Ci batteremo per una didattica meno nozionistica e frontale e che richieda un maggiore coinvolgimento də studentə. Proponiamo che le commissioni didattiche di dipartimento includano più studentə e avviino dei processi di ripensamento della didattica.

Sosteniamo un’Università, quindi, che non sia un semplice “esamificio” ma che sia in grado di offrire nuovi stimoli; per questo organizziamo tramite i collettivi attività didattiche alternative e seminariali, chiedendo ai dipartimenti che vengano riconosciuti come parte integrante dell’attività formativa. Pensiamo infine che sia importante che l’università dedichi più risorse al potenziamento di processi didattici intersezionali e interdisciplinari, introducendo corsi che affrontino argomenti da più discipline, permettendoci di vedere in modo più completo le realtà che studiamo. Inoltre consideriamo necessaria la continuazione e il potenziamento del processo di decolonizzazione del sapere, dando spazio a quei punti di vista e personalità troppo spesso nascoste in favore di un colpevole eurocentrismo della conoscenza.

Crediamo sia fondamentale l'ampliamento del materiale online e di supporto alla didattica: le spese da sostenere per comprare i manuali universitari sono spesso troppo alte per lə studenti, l'offerta proposta dalle biblioteche spesso non basta e crea ritardi nell'accesso ai materiali che minano la possibilità di tutti/e di studiare con i propri tempi. In questo periodo pandemico sono state investite, su nostra proposta, delle risorse in materiali didattici online (libri, manuali ecc) disponibili per tuttə. Pensiamo sia necessario continuare in questa direzione, aumentando il materiale didattico, online e cartaceo, a disposizione nelle nostre biblioteche. Inoltre, riteniamo che un approccio funzionale alla didattica non si esaurisca in aula, ma vada al di là dell’edificio universitario: per questo rivendichiamo e proponiamo l’accesso gratuito ai musei per le persone iscritte all’università.

Infine crediamo in un’Università che rispetta ed accetta i tempi di tuttə; anche di chi non termina i suoi studi nei tempi previsti. Pretendiamo che lə studenti fuoricorso non siano stigmatizzatə né punitə con un aumento delle tasse o con programmi ed esami più complessi. I motivi che possono portare ad un ritardo nel conseguimento della laurea sono diversi: il numero di appelli, le mancate attività di tutoraggio, i costi dell’Università sempre più alti, i diversi tempi di studio e di apprendimento, la sempre più diffusa compresenza tra Università e lavoro per potersi pagare gli studi. Tra l’altro lə fuoricorso sono davvero un peso per gli atenei? Assolutamente no, poiché non gravano più sulla didattica da erogare, dovendo solo sostenere gli esami; inoltre, contribuiscono annualmente al pagamento delle tasse, aumentando le entrate dell’Ateneo.

ESAMI E SESSIONI DI LAUREA

La pandemia ha creato enormi difficoltà nel sostenere gli esami. Fin da subito tantə hanno riscontrato problemi con la connessione. Non solo, l’Università e l’EDISU hanno totalmente sottovalutato la condizione psicologica e materiale in cui la comunità studentesca si è ritrovata in quest’ultimo anno: dare esami con parentə malatə, in case piccole e in condizioni economiche drasticamente cambiate. I CFU per ottenere la borsa di studio non sono stati ridotti, il semestre bonus non è stato introdotto. Non solo, l’università - con estremo ritardo - ha introdotto un regolamento per gli esami online che non tutela minimamente lə studentə e che introduce un sistema di e-proctoring. Questi sistemi di controllo per gli esami sono molto invasivi e richiedono un’elevata connessione in upload, che non tuttə lə studentə possono permettersi. Il mese scorso ci siamo mobilitatə contro questo sistema, occupando il Rettorato, per chiedere un regolamento davvero tutelante per tuttə. L’amministrazione ha deciso di ignorare le richieste də studenti, ma non ci arrenderemo: pretendiamo un monitoraggio dell’utilizzo del proctoring e ci batteremo per richiedere un ripensamento degli esami, chiedendo di sperimentare maggiormente la modalità open book o comunque modalità che stimolino il pensiero critico, per superare la visione dell’Università come mero esamificio a crocette. Al fine di tutelare maggiormente lə studentə che sostengono gli esami, abbiamo portato avanti delle proposte di modifiche al Regolamento didattico di Ateneo e richiesto al Senato Accademico di ratificare lo Statuto dellə studentə, impantanatosi anni fa.

Negli ultimi due anni, e soprattutto durante la pandemia, abbiamo ottenuto alcune agevolazioni rispetto agli esami; in particolare è stato sospeso il vincolo di poter ripetere un esame solo 3 volte l’anno ed è stato esplicitamente vietato il cosiddetto “salto dell’appello”. Crediamo che queste due misure, ottenute in fase emergenziale, siano da mantenere anche in futuro. Non solo, 3 anni fa siamo riusciti ad aumentare il numero minimo di appelli all’anno disponibili in ateneo (da 3 a 5) e il numero massimo è stato fissato ad 8; vogliamo richiedere un ulteriore aumento degli appelli disponibili.

Sempre nell’ottica di agevolare il percorso də studenti che hanno vissuto quest’anno di pandemia, abbiamo richiesto, e continueremo a chiedere con forza, un ampliamento della sessione straordinaria di laurea da marzo fino a luglio; questo permetterebbe a tuttə di laurearsi quasi 6 mesi oltre il termine previsto, senza pagare ulteriori tasse. Crediamo che questo provvedimento sia fondamentale perché la comunità studentesca in questo anno ha dovuto affrontare numerosi ostacoli, che hanno causato importanti ritardi.

SEGRETERIA

Tra i diritti dellə studentə rientra senza dubbio quello di ottenere un’informazione chiara, esplicita e corretta da parte degli enti che l’università paga per svolgere tale mansione. Fondamentale è quindi il ruolo della segreteria, che deve dimostrarsi come un supporto e un luogo chiarificatore per lə studentə.

  • Pensiamo che la segreteria debba disporre di un organico numericamente sufficiente per rispondere in tempo rapido a tutte le richieste da parte dellə studentə, che non possono ricevere la risposta a un ticket dopo tre mesi rispetto a quando lo hanno inviato.
  • Crediamo che l’organico di cui è composta la segreteria debba essere formato in modo adeguato affinché possa fornire informazioni chiare e corrette rispetto ai singoli corsi di laurea per cui è chiamato a lavorare.
  • Riteniamo che lə studentə debbano ricevere informazioni coerenti da parte di ogni componente dell’organico, quindi è importante che ogni dipendente fornisca la stessa risposta al medesimo problema, senza mandare in confusione lə studentə, come parecchie volte è accaduto.

Riteniamo necessario che il servizio fornito dalla segreteria migliori nettamente, poiché ha arrecato, sia in tempi passati sia in tempi recenti, gravi disagi a diversə studentə dei diversi corsi di studio, che si sono sentitə abbandonatə a loro stessə e sono statə vittime di errori di cui non avevano alcuna responsabilità.

INGRESSO IN UNIVERSITA’: TOLC E NUMERI CHIUSI

L’università di Torino ha 25 corsi a numero programmato a livello locale, ovvero numeri chiusi che decide l’Ateneo stesso. In passato l’amministrazione, su nostra spinta, aveva intrapreso una politica di eliminazione di alcuni numeri chiusi; questa tendenza sembra si sia arrestata. I numeri chiusi sono uno strumento di selezione ingiusto e discriminatorio, che va a colmare carenze di docenti e strutture, bloccando le aspirazioni dellə studentə. Vogliamo continuare a batterci contro i numeri chiusi, nell’ottica di un’università sempre più accessibile. Per questo chiederemo all’amministrazione un tavolo di discussione sui numeri chiusi esistenti, per eliminarli laddove possibile e per allargarli nei corsi più problematici. La soluzione dovrebbe essere una politica di reclutamento dellə docenti volta a migliorare il rapporto numerico tra studentə e docenti e di ampliamento degli edifici universitari, invece di limitare gli accessi in università.

Nei corsi ad accesso libero è comunque previsto un test di controllo dei requisiti minimi; questo test (TARM) non impediva l’iscrizione ma era comunque obbligatorio. Rispetto agli scorsi anni, in cui vi era un test unico per tutto l’Ateneo, l’ateneo ora è tornato a frammentare il test, con tanti TOLC, test online diversi a seconda delle aree disciplinari, che dovrebbero valutare le conoscenze iniziali. Questo meccanismo ha diverse criticità: in primis ostacola la flessibilità nel decidere a quale corso di laurea iscriversi, perché per ogni area avrò un diverso test da sostenere; inoltre questo test ha un costo, non ancora stabilito, per ogni studentə. La combinazione di questi due elementi porta con sé costi elevati per chi si trovasse indecisə. Chiederemo che il costo di questi TOLC sia rimborsato a coloro che si iscriveranno in ateneo e lavoreremo per proporre una nuova modalità di verifica dei requisiti minimi.

Parlando invece di accesso alle magistrali, vogliamo rendere possibile l’iscrizione ai corsi magistrali fino a marzo, come avviene in altri atenei come il Politecnico, in modo da permettere alə studentə di iscriversi conseguentemente una laurea ottenuta nello stesso mese. In questo modo si ridurrebbe il numero di persone laureate che perde 6 mesi di tempo prima di potersi iscrivere in magistrale.

LETTORATI

I lettorati continuano ad essere un tema rilevante e preoccupante ad Unito. Il personale è poco e precario, le aule sono sovraffollate, impedendo quindi le attività di conversazione alla base del lettorato stesso. Spesso si raggiunge un numero massimo di studentə, lasciando fuori chi non ha vinto la corsa al click e che dovranno presentarsi alla prova di appello da autodidattə. Inoltre non esistono regole comuni per le prove finali, non considerate nel regolamento didattico come veri esami. Questo fa sì che in alcuni dipartimenti gli appelli siano pochissimi, mal organizzati, che presentino abusi (come non permettere di tentare la prova più volte) e che possano quindi bloccare, se propedeutici agli altri esami, un intero anno accademico in caso di bocciatura.

Negli organi centrali di Unito abbiamo avviato un tavolo per la risoluzione di queste questioni, ottenendo un primo ed importante aumento delle assunzioni di lettorə: infatti il prossimo anno saranno 30 in più. Ciò nonostante, c’è ancora molto lavoro da fare, e ci impegneremo nei prossimi due anni a ottenere:

  • L’aumento del numero di lettori e lettrici per avere classi di lettorato accettabili e la stabilizzazione dei loro contratti lavorativi.
  • L’aumento di risorse sui lettorati in presenza. Le piattaforme online possono essere un supporto utile, ma non possono sostituire le attività di conversazione e di confronto possibili solo con l’incontro di studente e docente.
  • La stesura di un regolamento d’ateneo che equipari le prove di lettorato a tutti gli altri esami, sottoponendole alle stesse regole, tra cui un numero minimo di appelli e la possibilità di tentare, rifiutare il voto o ritirarsi per tutte le volte previste dal regolamento didattico.
  • La stesura di una guida che spieghi fin dal primo anno alle matricole il funzionamento dei corsi di lettorato, le procedure per iscriversi e altre informazioni rilevanti.

INTERNAZIONALITÀ E CERTIFICAZIONI LINGUISTICHE

Le esperienze all’estero sono considerate sempre più parte integrante della vita di unə studentə. Si tratta di un’occasione di crescita personale, linguistica, culturale e, perché no, anche lavorativa. Sempre più spesso si sente parlare di “generazione Erasmus”, immagine che dà l’idea di una generazione universitaria che, quasi nella sua interezza, viaggia per motivi di studio. Purtroppo è una definizione lontana dalla realtà, le esperienze all’estero continuano ad essere un’opportunità per pochə, prevalentemente per questioni economiche.

Per rispondere a questa realtà negli ultimi due anni Unito si è impegnata ad aumentare i contributi integrativi per le borse Erasmus fino a 40000 di ISEE e i contributi per chi ha più difficoltà economiche continuano ad essere un tema centrale per Unito in particolare sono stati aumentati i fondi sulle fasce ISEE più basse, permettendo così a moltə studentə con difficoltà economiche di partire. Inoltre abbiamo ottenuto un aumento dei fondi per la mobilità extra erasmus, tra cui accordi di cooperazione internazionale, doppie lauree, borse per paesi extra ue.

C’è ancora molto da migliorare: crediamo sia importante offrire un maggior numero di destinazioni allə studentə di tutta Unito, europee ed extraeuropee; queste ultime infatti spesso non sono presenti in molti dipartimenti, mentre le destinazioni europee non sempre sono sufficienti. Inoltre, la conoscenza di più lingue diventa sempre più importante, sia per ragioni didattiche che per ragioni lavorative. Pensiamo che sia necessario ampliare il ventaglio di scelte in quei corsi di studio dove ora sono presenti poche lingue straniere, ma che richiedono una conoscenza maggiormente diversificata per l’inserimento nel mondo del lavoro. Un’altra necessità sentita dallə studentə è l’acquisizione di certificazioni di lingua, sempre più richieste nel mondo del lavoro, per l’accesso ai percorsi di mobilità internazionale e per accedere ad alcune lauree magistrali. Come moltə sanno, l’Università ha cercato di sopperire alle mancanze e alle necessità dellə studentə introducendo il Centro Linguistico d’Ateneo (CLA), che ha però costi spropositati e non permette a tuttə di usufruirne.

Intendiamo promuovere un abbattimento dei costi delle certificazioni linguistiche fornite dal CLA, soprattutto qualora siano obbligatorie per l’accesso ad una laurea magistrale. Crediamo anche che, coerentemente con altri percorsi di conseguimento di competenze/CFU, si debba creare la possibilità di inserire gli esami di lingua con certificazione all’interno dei piani carriera, come esami a scelta. Crediamo infine sia necessario aumentare il numero di sessioni dei test di attestazione di livello linguistico, test spesso fondamentale per lə vincitorə di mobilità internazionale. Pensiamo inoltre che una buona parte di coloro che vorrebbero partire ma non riescono sia causata dai regolamenti dei diversi poli, che richiedono requisiti di merito/CFU/lingua maggiori del bando generale, escludendo di fatto delle persone dal percorso di mobilità. Lavoreremo nei singoli poli per revisionare questi regolamenti, in un’ottica di allargamento dell’accesso alla mobilità.

DSA E BES

Per studenti con bisogni educativi speciali, attraverso lə nostrə rappresentanti, abbiamo avuto modo di affrontare con l’amministrazione una serie di necessità impellenti in quasi tutte le sedi universitarie. Anzitutto, bisogna prevedere una separazione dell’ufficio disabili e DSA, che si trova in Via Po 31, in due uffici, raddoppiando il personale e diversificando maggiormente le linee di intervento e dimezzando i tempi di attesa di chi si rivolge all’ufficio. Inoltre all’inizio di ogni semestre lə docente dovrebbe essere a conoscenza del fatto che tra i frequentanti del suo corso risulta presente unə o più studentə DSA O BES: alla prima lezione del corso, si dovrebbero informare lə studentə delle procedure per richiedere supporto e incoraggiare la possibilità di una condivisione comune degli appunti. Il materiale didattico che il docente offre dovrebbe essere accessibile a ogni tipo di BES. Un’utile impostazione del lavoro e del sostegno del BES potrebbe essere concordato da quest’ultimo e dal docente all’inizio del corso. In generale, crediamo che si debba aumentare la formazione per il personale docente su questi temi e che ci si debba porre maggiormente in ascolto də studenti con bisogni speciali.

Inoltre, bisognerebbe rendere sempre più efficace lo strumento di sintesi vocale in ogni pagina web di unito e dei singoli dipartimenti. In merito al tutoraggio alla pari, dove unə studentə borsista prende appunti durante le lezioni di due corsi a semestre per lə studentə richiedente, sarebbe utile che venisse fatto un mini-corso online prima dell’inizio del tutoraggio effettivo, in modo che lə borsista sia consapevole della serietà dell’aiuto che sta offrendo allə BES. Gli appunti poi dovrebbero essere caricati in un database comune accessibile a tuttə, in modo che se ne possa fare uso in modo proficuo.

Ci vogliamo impegnare affinché l’università di Torino riconosca ufficialmente i BES e le loro necessità. Non da ultimo, chiediamo un nuovo servizio di orienteering, tramite una o più applicazioni per smartphone e delle postazioni negli edifici di unito, che semplificherebbe lə studentə con difficoltà specifiche nella ricerca di aule di lezione, di studi di ricevimento di docenti, di biblioteche e di qualunque altro luogo universitario. Tali app e postazioni devono poter informare lə studentə con un bes o una disabilità se il luogo di suo interesse è accessibile o meno, per esempio, nei riguardi della sua disabilità.

Crediamo, infine, che le biblioteche stesse debbano convertire tutti i propri libri in formato accessibile, evitando di onerare di lavoro ulteriore l’Ufficio DSA ed evitando sprechi di tempo. Le biblioteche e le aule studio stesse, poi, devono possedere almeno una postazione PC dotata di programmi accessibili per chi necessita questo tipo di supporto.

In questi anni abbiamo ottenuto:

  • che lə studentə dsa potessero accedere a device o portare i propri device per fare gli esami scritti al computer.
  • che lə tutor venissero dati entro due settimane dalla richiesta della persona che me vuole usufruire.
  • la strutturazione di un aiuto concreto, con il tutorato attivo per la preparazione degli esami
  • possibilità di fare organizzare momenti di studio (se richiesto) con chi condivide gli stessi problemi e aiutarsi a vicenda.

VALUTAZIONE

Siamo convintə che le decisioni in ateneo e fuori vadano prese con cognizione di causa, cercando di conoscere le situazioni invece che affidarsi solo a tabelle o indicatori. Continueremo quindi a vigilare sulle scelte dell'ateneo indicando i tanti re nudi che proveranno ad aprire un nuovo corso di laurea con docentə precarə e sottopagatə, a imporre numeri chiusi causati da scelte sbagliate che non si vogliono ammettere o a concentrare i (pochi) fondi dell'Università in pochi ambiti, più conosciuti o più redditizi, destinando altre discipline a sparire dal nostro Ateneo.

Pensiamo che Edumeter, il questionario anonimo a cui tuttə lə studentə sono chiamatə a esprimere un giudizio sui corsi che stanno frequentando, possa essere uno strumento utile per mostrare le carenze didattiche o le difficoltà che riscontriamo nei nostri corsi, ma al momento è male organizzato e completamente da ripensare. Faremo degli incontri con tuttə lə rappresentanti per proporre delle modifiche al questionario, da sottoporre all’ateneo, al fine di renderlo uno strumento più incisivo. Proveremo inoltre a creare dei momenti di vera formazione per lə nuovə rappresentanti, per far sì che gli obblighi di valutazione interna dei corsi di studio vengano soddisfatti in modo tempestivo, puntuale e coinvolgendo lə studenti.

E DOPO LA LAUREA? DOTTORATO E RICERCA

ADI Torino con lə Studenti Indipendenti per le elezioni dellə rappresentanti in Senato Accademico

ADI Torino ADI Torino è una realtà ormai solida nelle università di Torino. Il nostro gruppo si è distinto per la tenacia con cui ogni giorno è stato al servizio di giovani ricercatorə dell'UniTo e del Politecnico, creando momenti di discussione, di elaborazione politica, eventi e un canale sempre aperto di comunicazione e supporto nelle difficoltà. ADI Torino si presenta alle elezioni studentesche 2021 con SI - Studenti Indipendenti attraverso la propria candidatura per un posto al senato accademico per rendere ancora più efficace il proprio lavoro all’interno dell’Università di Torino.

Cosa abbiamo ottenuto:

  • Rappresentanza dellə dottorandə nei collegio docenti dei corsi di dottorato.
  • Accesso gratuito al percorso di 24 cfu fit per i dottorandi
  • Ottenimento dell'adeguamento della borsa oltre il minimo ministeriale per tutti i dottorati erogati dall’università di Torino
  • Presenza di rappresentanti in tanti dipartimenti e costante attività nelle dinamiche universitaria (notte dei ricercatori, momenti di formazione, accoglienza matricole)
  • Servizio di sportellistica
  • Aumento rappresentanti in Scuola di Dottorato da 5 ad 8
  • Creazione di una rete sociale strutturata tra i dottorandi e le dottorande dell'ateneo, e della città tutta
  • Possibilità di utilizzo del fondo del 10% anche per computer, tablet, utili per il lavoro da remoto

Cosa vogliamo ottenere:

  1. Posto per unə dottorandə in Senato Accademico La necessità di candidarsi attraverso le elezioni studentesche è dovuta al regolamento di ateneo, che non prevede un posto fisso al Senato per le dottorande e i dottorandi. E’ necessario che l’Università adegui il proprio regolamento e ponga argine a questa deviazione democratica che riguarda, oltre a UniTo, ben poche università in Italia.

  2. Aumento della borsa anche per i dottorati in convenzione Tuttə lə dottorandə di Unito devono avere accesso agli stessi diritti: all’appello mancano ancora i dottorati in convenzione. Nonostante i nostri sforzi il piano per l’adeguamento delle borse per i dottorati in convenzione è fermo da 1 anno e mezzo. La situazione emergenziale non può continuare ad essere una scusa per posticipare questa discussione.

  3. Eliminazione Posti senza borsa ADI ha sempre evidenziato quanto i posti senza borsa portino ad un sistema non omogeneo e spesso, purtroppo, anche di ricatto. Bisogna individuare nuove forme di tutele verso i dottorandi e le dottorande che vivono senza borsa, ma allo stesso tempo farsi promotori di una modificazione a livello nazionale della legislazione e vietare la presenza di posti senza borsa come sono concepiti oggigiorno.

  4. Valorizzazione in uscita L’inserimento di ricercatori all’interno del tessuto economico e non accademico è una sfida che l’Università deve inserire nella macroarea della valorizzazione in uscita delle competenze. L’Università di Torino ha già messo in pratica iniziative rivolte a dottorə di ricerca, ma tali azioni devono ricevere giuste risorse in termini di finanziamenti e di personale impiegato.

  1. Sportello accoglienza dottorandə internazionali Lə dottorandə stranierə si ritrovano in un Paese in cui la lingua italiana è fondamentale per accedere ai servizi base per la sopravvivenza ed il soggiorno. Riteniamo quindi essenziale la presenza di uno sportello accoglienza che abbia la funzione di indirizzare e coadiuvare l’inserimento fiscale e burocratico.

  2. Valutazione dei corsi di dottorato La formazione ricevuta e il percorso di dottorato nel suo complesso non sono sottoposti ad una valutazione da parte dellə dottorandə, contrariamente a quanto avviene per i corsi di I e II livello durante la carriera universitaria. Ne derivano una frammentazione e disomogeneità dei vari corsi di dottorato, oltre ad una difficile mappatura delle competenze in uscita acquisite da parte dellə dottorandə. Riteniamo essenziale la possibilità di un dialogo continuo tra la componente studentesca del dottorato e quella docente, affinché di anno in anno venga affinata l’offerta formativa e migliorato, laddove necessario, il rapporto tra dottorando e tutor. L’unico strumento possibile per comprendere le reali esigenze e superare le attuali difficoltà è la valutazione annuale dei corsi di dottorato.

  3. Stanziamento dei fondi per RtdA Per l’anno 2021 non sono stati inseriti in bilancio fondi per l’attivazione di nuovi RtdA, nonostante la strenua opposizione di studenti, ricercatori e ricercatrici. Riteniamo irresponsabile e non lungimirante bloccare l’assunzione di nuovi ricercatori, affidandosi ai soli assegni di ricerca, per altro forme contrattuali ancora più svilenti.

  4. Proroga pagata per tuttə Le interruzioni causate dal blocco degli spostamenti, dalla chiusura di biblioteche, uffici e laboratori hanno rallentato non solo lə dottorandə del 33 esimo ciclo, che al termine del percorso dottorale hanno ricevuto cinque mesi di proroga retribuita grazie alle campagne ADI #prorogaOra, ma anche (e forse soprattutto) lə dottorandə del 34 e 35 esimo ciclo, che sono stati colpiti dalla pandemia per gran parte del loro periodo di dottorato Per queste motivazioni chiediamo che la proroga di almeno cinque mesi venga estesa a tutti i cicli di dottorato colpiti dalla pandemia e che questa sia erogata a tutti i dottorati e non solo a quelli con borse ministeriali.

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