Ambiente 2021

L'università ecologica che ci (a)spetta

CI SPETTA UN’UNIVERSITA’ REALMENTE ECOLOGICA

Negli ultimi due anni una parte dell’azione dell’Ateneo è stata volta ad analizzare e elaborare proposte per un’Università più green. Come rappresentanti abbiamo collaborato con il Green Office per dare il nostro contributo, ma si devono fare alcuni passi avanti radicali e non unicamente amministrativi per combattere la crisi climatica. Questo va portato avanti non solo in un’ottica economica, ma ritrovando un carattere sociale e intersezionale con cui l’Università si affacci sul mondo e vi prenda voce. Siamo la generazione infatti che sta pagando e pagherà direttamente il prezzo della crisi climatica con tutte le sue implicazioni: non possiamo stare a guardare ma dobbiamo lavorare in ogni spazio di azione possibile per fronteggiare l’emergenza.

Con due elementi fondamentali possiamo avere un ruolo attivo nell’azione contro il cambiamento climstico: consapevolzza e strumenti pratici. C’è stato un coordinamento a livello nazionale e locale di diverse attività, crediamo che queste debbano essere sia di sensibilizzazione come questionari e seminari, ma anche e soprattutto crediamo debbano diventare operative e coltivare quella che è un’università protagonista nella lotta climatica.

INFRASTRUTTURE

Lə studentə soffrono da sempre la carenza di distributori di acqua; nonostante negli anni sia stato implementato questo servizio, non è tuttavia sufficiente. Ogni sede, ogni studentə, indipendentemente dall’edificio in cui si trova, ha il diritto di accedere a un’acqua pura, sana e gratuita. Chiediamo all’Università di Torino di offrire a tuttə lo stesso servizio, un servizio che va di pari passo con la distribuzione gratuita a tuttə lə studentə di borracce. Ridurre l’utilizzo della plastica nell’Ateneo è ormai indispensabile: non basta la diminuzione dei rifiuti e il recupero per diminuire l’impatto sull’ecosistema, occorre un’azione drastica e immediata. L’eliminazione o la diminuzione dei distributori di bottigliette d’acqua sarebbe un primo passo per portare ognunə a usare la propria borraccia, risparmiando plastica e abbattendo completamento il costo dell’accesso a un’acqua pura.

L’Università deve agire attivamente per l’abolizione della plastica, ma non solo. Sono moltissimi gli aspetti in cui UniTo può giocare un ruolo esemplificativo nella riduzione dell’impatto. Un altro esempio è quello della possibile diminuzione del consumo di gas ed energia: lo spreco di risorse ha come conseguenza inevitabile un impatto ambientale negativo. Ne abbiamo un esempio nei meccanismi di riscaldamento e raffreddamento delle strutture che, oltre a rimanere in moto continuamente, vengono utilizzati in maniera disequilibrata e centralizzata, quindi senza tenere conto delle diverse necessità di ogni polo in base alla stagione e al momento della giornata. Proponiamo di valutare l’utilizzo di tecnologie innovative in grado di ridurre gli sprechi energetici.

La raccolta differenziata è un altro punto di cui siamo riuscitə parzialmente ad avere un risultato positivo, ma non basta. Ad oggi non è ancora presente in ogni polo. Come può un Ateneo che si vanta di essere uno tra i più sostenibili d'Italia, non avere ancora la differenziata in ogni polo? L’obiettivo deve essere quello di estendere la possibilità di fare la raccolta differenziata e consapevolizzare riguardo al corretto utilizzo.

Deplastificazione, aree verdi, raccolta differenziata e controllo dei consumi energetici sono alcuni degli elementi pratici che secondo noi possono portare a un’università e una società realmente ecologica. Chiediamo che l’università di Torino trasformi in interventi prioritari e concreti gli obiettivi che da oltre dieci anni (2006) si pone, vantando l’impegno nell’elaborazione di buone pratiche di sostenibilità per ridurre il proprio impatto ambientale e lo faccia dotandosi di forme di produzione di energia che utilizzino fonti rinnovabili, estendendo la raccolta differenziata a ogni polo e segnalandola efficacemente, riducendo l’intensità della luce nei suoi spazi quando necessario, dotando ogni sede universitaria di erogatori gratuiti di acqua potabile, l’installazione di riduttori di flusso per il risparmio idrico nei servizi igienici, intervenendo sui sistemi di riscaldamento e raffreddamento che sono tra le principali fonti di emissioni di inquinanti atmosferici e non rispettano la norma nazionale che fissa a 20 gradi centigradi la temperatura negli edifici pubblici, progettando e realizzando aree di aggregazione verdi.

TRASPORTI

Ogni giorno la popolazione universitaria si sposta dai luoghi di residenza e domicilio per raggiungere una sede universitaria e tra le diverse sedi di uno stesso polo. La mobilità è sicuramente il primo vettore della vita di ogni universitariə e non possiamo prescindere dal lato ecologico. L'impatto ambientale dei diversi spostamenti è sicuramente notevole quindi crediamo fortemente in un servizio pubblico accessibile ed ecologico, che agevoli la mobilità sia dal punto di vista economico che ambientale. La situazione emergenziale di quest’anno ha evidenziato ancora di più le carenze strutturali dei mezzi pubblici. Per questo pretendiamo che l’Ateneo, insieme a Comune e Regione, si facciano carico di rendere le alternative al mezzo singolo maggiormente vantaggiose e chiediamo:

  • implementare le linee elettriche a basso impatto ambientale
  • servizio di bike sharing gratuito in prossimità delle sedi universitarie
  • creare piste ciclabili che colleghino le diverse sedi dei poli, migliorando e implementando la rete cittadina
  • aumentare e potenziare le corse per agevolare lə studentə e i cittadini
  • estendere le fasce orarie per permettere gli spostamenti durante gli orari notturni, una volta superata l’emergenza attuale.

Chiediamo inoltre un maggior collegamento tra periferia e centro città e vogliamo che l’ateneo risponda alle esigenze dei molti pendolari impegnandosi per consentire loro di fruire di agevolazioni e abbonamenti integrati tra i vari servizi di trasporto regionale, metropolitano e cittadino.

COLLABORAZIONE UFFICI E GRUPPI STUDENTESCHI

L’importanza della sostenibilità ambientale è un tema di estremo rilievo per i ragazzi e le ragazze di UniTo, che ormai da anni si riuniscono in gruppi studenteschi auto-organizzati.

In Consiglio Studenti abbiamo creato la Commissione Ambiente proprio con l’obiettivo di creare un interlocutore istituzionale tra la componente studentesca e l’ateneo per proposte ecologiche La creazione di questa ha inaugurato un’interessante collaborazione con il Green Office di UniTo, portando alla creazione di alcuni gruppi di lavoro che si occupano di tematiche green. Ci impegneremo per ampliare le cooperazioni, che già in passato hanno portato a proficui risultati, soprattutto grazie all’organizzazione di iniziative volte alla sensibilizzazione circa le tematiche ambientalistiche.

Da questa sinergia è stata elaborata un’efficiente mappatura degli sprechi energetici dell’Ateneo, portandoci a lavorare per una gestione più oculata dell’illuminazione nelle diverse sedi di UniTo con, ad esempio, una diminuzione nelle ore notturne dell’intensità della luce nei vari edifici.

Sempre grazie alle proposte di questi gruppi, l’Ateneo è stato dotato di sistemi per la raccolta differenziata. Nonostante una pressione continua, non tutti gli edifici sono stati attrezzati, motivo per cui saremo ancora più insistenti nel pretendere una maggiore omogeneità nell’accesso alla raccolta differenziata.

Un altro tema che ci sentiamo di accogliere con ancora più fervore, sospintə soprattutto dagli insegnamenti che la pandemia da Coronavirus ci ha portato, è quello della sostenibilità alimentare. Crediamo fermamente che l’Ateneo debba definire con chiarezza delle linee guida per un’educazione alimentare sana e sostenibile. Pretendiamo tuttavia che l’impegno dell’Ateneo non sia solo di facciata e eviti dunque contraddizioni inaccettabili come l’apertura di fast food, vedasi il Burger King nella Palazzina Aldo Moro, promotori di un’alimentazione insalubre e per nulla sostenibile.

Proponiamo la creazione di una ‘Giornata dell’ambiente’ che si articoli sia in un piano cittadino che universitario. In questa si possono organizzare diverse iniziative: da workshop tematici a raccolta di rifiuti per consapevolizzare e prendere un ruolo attivo nella lotta cittadina al cambiamento climatico!

DIDATTICA

L’Università deve avere un ruolo attivo nella lotta climatica in tutti gli ambiti in cui questa può essere determinante: la didattica in questo è la chiave per seminare consapevolezza per quanto sta accadendo. In quanto emblema di cultura, UniTo deve essere in grado di fornire allə propriə studentə delle conoscenze ambientali ed ecologiche trasversali. Ormai questa tematica è diventata uno dei fulcri attorno a cui si prospettano politiche, scenari economici e scenari sociali.

Chiediamo dunque di creare le condizioni per la formazione di studenti preparatə e criticə nell’ambito della sostenibilità e dei cambiamenti climatici. In quest’ottica è necessario promuovere, mediante corsi e seminari, una cultura che da un lato sensibilizzi sullo stato del nostro pianeta e che dall’altro possa aprire scenari inediti sulla tutela ambientale nel mondo della ricerca. L’Università vanta di numerosissimə ricercatorə e docenti deditə all’ambito della sostenibilità, vogliamo che questi mettano a disposizione le loro conoscenze e capacità creando dei veri e propri insegnamenti riguardanti questi ambiti.

Proponiamo di aumentare i corsi liberi interdipartimentali la cui scelta possa essere immediata nei piani carriera, corsi accessibili a tuttə indipendentemente dal dipartimento di provenienza. In un’ottica intersezionale vanno coltivate quelle conoscenze che permettano di avere uno sguardo ampio al problema. Inoltre vorremmo coordinarci per la creazione di un corso di laurea interdipartimentale in crisi climatica. Questo si caratterizzerebbe con un percorso triennale vario che includa gli aspetti energetici, di produzione, comunicativi e politici, biologici e statistici. Formiamo la classe di ricercatorə e docenti futura per guardare alla crisi climatica sotto i diversi aspetti e per diventare il motore di una svolta ecologica. Una formazione triennale però non basta, infatti vorremmo includere anche dei percorsi magistrali sui diversi rami, così che una formazione di base ampia sia colmata da competenze specialistiche in produzione, comunicazione e politica, ecosistemi e studio dei sistemi complessi biologici e sociali legati al clima.

ALIMENTAZIONE

L’Università ha il compito di promuovere un regime alimentare sano e sostenibile all’interno dei propri spazi, assicurando allə consumatorə (personale e studentə) la presenza, nei distributori automatici, di cibo e bevande nutrienti, a basso impatto ambientale, realizzati nel rispetto della biodiversità dei territori di produzione. E’ nel nostro interesse, così come nell’interesse del Pianeta, che l’Università abbia riguardo per la tipologia di prodotti e/o servizi che vengono commercializzati nelle proprie strutture, affinché il junk food sia combattuto ed eliminato. Vogliamo che ogni studentə abbia la possibilità di rispettare il proprio regime alimentare quando usufruisce dei servizi di mensa universitaria. Oggi l’alimentazione vegana e vegetariana sono sempre più comuni quindi l’offerta proposta dalle mense deve rispecchiare anche questa tipologia di cibi. Inoltre la dieta vegetariana o vegana dovrebbe essere promossa in ogni caso soprattutto da un ente come l’Università: l’industria della carne produce il 15% delle emissioni globali (più dell’intero settore dei trasporti). Vogliamo promuovere attività di formazione e educazione alla sana e corretta alimentazione, per sensibilizzare l’utenza universitaria alle tematiche dell’alimentazione sostenibile, a basso impatto ambientale.

Vogliamo inoltre che i partner che l’università sceglie per l’appalto di vendita di prodotti alimentari rispettino criteri di sostenibilità e forniscano cibo ecologico e sano a prezzi accessibili. Le macchinette con prodotti eco-sani ma che costano molto non migliorano la situazione, soprattutto se sono in un sacchetto di plastica e il processo di produzione ha richiesto molte risorse.

Chiediamo dei dibattiti anche per ciò che riguarda la tracciabilità del cibo, la sua sostenibilità, il suo impatto, al di là delle mura universitarie. Questo per formare persone in grado di comprendere ciò che mangiano, in grado di acquistare criticamente prodotti alimentari.

CHIEDIAMO QUINDI

  • Distributori d’acqua gratuita in ogni polo e distribuzione di borracce, in parallelo chiediamo di limitare i distributori di bottigliette di plastica e implementare il riciclo diretto
  • Ottimizzare con l’utilizzo di tecnologie innovative il monitoraggio e la limitazione degli sprechi energetici
  • Portare la differenziata in ogni polo e aumentare le aree verdi da adibire come aule studio e spazi per la socialità e servizi
  • Trasporti gratuiti con orari e disponibilità estese e un ragionamento ampio sui collegamenti regionali e provinciali
  • Aumentare e coordinare una collaborazione tra UniTo e studenti attraverso la Commissione ambiente e i gruppi studenteschi.
  • Corsi e seminari interdipartimentali che sviluppino le conoscenze ambientali necessarie alla lotta climatica. Questi devono essere inclusi nei crediti liberi dei diversi piani carriera.
  • Un Corso di Laurea in Crisi climatica per formare le conoscenze necessarie alla nostra generazione per fermare il collasso ecologico
  • Promuovere un’alimentazione sana nelle mense e nei distributori con un’ottica quanto più possibile plastic-free andando a scoraggiare il consumo di junk food e elaborando dei criteri sostenibili per una fornitura di prodotti nelle macchinette ecologica e sana, ma soprattutto accessibile.
  • Creare una ‘Giornata dell’ambiente’ con workshop tematici e attività allargata anche a tutta la città e le scuole di diverso ordine e grado.
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