L'Erasmus che ci (a)spetta!

INTERNAZIONALITÀ E CERTIFICAZIONI LINGUISTICHE

Le esperienze all’estero sono considerate sempre più parte integrante della vita di unə studentə. Si tratta di un’occasione di crescita personale, linguistica, culturale e, perché no, anche lavorativa. Le connessioni tra paesi, città, culture diverse sono sempre più immediate. Sempre più spesso si sente parlare di “generazione Erasmus”, immagine che dà l’idea di una generazione universitaria che, quasi nella sua interezza, viaggia per motivi di studio. Purtroppo è una definizione lontana dalla realtà, le esperienze all’estero continuano ad essere un’opportunità per pochə, prevalentemente per questioni economiche.

CHE COSA ABBIAMO FATTO

Per rispondere a questa realtà negli ultimi due anni Unito si è impegnata ad aumentare i contributi integrativi per le borse Erasmus fino a 40000 di ISEE; in particolare sono stati aumentati i fondi sulle fasce ISEE più basse, permettendo così a moltə studentə con difficoltà economiche di partire. Inoltre abbiamo ottenuto un aumento dei fondi per la mobilità extra erasmus, tra cui accordi di cooperazione internazionale, doppie lauree, borse per paesi extra ue. In aggiunta, abbiamo aumentato le mete disponibili, lavorando affinché ci fossero tutor dedicati all’erasmus per ogni corso di laurea. Durante la pandemia abbiamo costruito percorsi alternativi per chi doveva partire durante il periodo di lockdown.

CHE COSA VOGLIAMO FARE

C’è ancora molto da migliorare, a partire dalla complicata procedura in cui si imbattono lə pretendenti delle mete Erasmus. Vengono caricati sulla piattaforma destinata alle attività internazionali una serie di file con moltissime informazioni (spesso ripetute inutilmente) che rendono confusionale la compilazione del bando stesso, scoraggiando lə studentə a fare domanda. Vogliamo che le informazioni siano riportate chiaramente, con dei link diretti, rendendo i procedimenti chiari e intuitivi.

Chiediamo inoltre che venga ristabilito un numero di preferenze di mete pari a 3, come era già in passato, in modo da non lasciare borse vuote e permettere a tuttə di avere un’occasione di internazionalità. Crediamo che sia importante offrire un maggior numero di destinazioni allə studentə di tutta Unito, europee ed extraeuropee: queste ultime infatti spesso non sono presenti in molti dipartimenti, mentre le destinazioni europee non sempre sono sufficienti. Chiediamo quindi ai professori e alle professoresse di utilizzare le proprie reti costruite nel tempo con diversi docenti stranierə per implementare il servizio di mobilità internazionale della nostra Università, differenziando e migliorando l’offerta allə studentə, in modo tale che possano scegliere una meta più in linea con il proprio percorso di studi: in particolare incoraggiamo all’inserimento di più mete extraeuropee, che possano “avvicinare” lə studentə anche alle Università più lontane, per permettere loro di sperimentare nuovi tipi di didattica e per aver accesso a insegnamenti e corsi che altrimenti non sarebbero frequentabili.

Inoltre, la conoscenza di più lingue diventa sempre più importante, sia per ragioni didattiche che per ragioni lavorative. Pensiamo che sia necessario ampliare il ventaglio di scelte in quei corsi di studio dove ora sono presenti poche lingue straniere, ma che richiedono una conoscenza maggiormente diversificata per l’inserimento nel mondo del lavoro. Un’altra necessità sentita dallə studentə è l’acquisizione di certificazioni di lingua, sempre più richieste nel mondo del lavoro, per l’accesso ai percorsi di mobilità internazionale e per accedere ad alcune lauree magistrali.

Come moltə sanno, l’Università ha cercato di sopperire alle mancanze e alle necessità dellə studentə introducendo il Centro Linguistico d’Ateneo (CLA), che ha però costi spropositati e non permette a tuttə di usufruirne. Intendiamo promuovere un abbattimento significativo dei costi delle certificazioni linguistiche fornite dal CLA, soprattutto qualora siano obbligatorie per l’accesso ad una laurea magistrale. Crediamo inoltre sia necessario aumentare il numero di sessioni dei test di attestazione di livello linguistico, test spesso fondamentale per lə vincitorə di mobilità internazionale.

Allo stato attuale delle cose moltə sono lə studentə che, pur essendo risultatə vincitorə della borsa erasmus vi rinunciano. Questo è dato da diversi fattori, tra cui:

  • il metodo di selezione, basato quasi esclusivamente sul merito e non sulla motivazione personale, insieme alle tempistiche di selezione che creano problemi organizzativi allə studentə che devono partire nel primo semestre;
  • fattori economici: nonostante l’aumento delle borse integrative dell’ateneo i contributi sono ancora troppo bassi, soprattutto per le persone con ISEE intermedio. È necessario quindi aumentare il contributo integrativo di Ateneo per consentire anche alle persone che si trovano in fasce ISEE medio-basse di poter realmente accedere a questo percorso.

Infine, con l’avvento della pandemia è e sarà necessario immaginare e progettare percorsi alternativi (distance learning/blended) e la possibilità di riprogrammare le mobilità nell’anno successivo in caso di interruzione/non partenza a causa Covid.

ERASMUS TRAINEESHIP

Data la situazione pandemica risulta molto difficile trovare tirocini all’estero, ma anche prima della Covid era difficile sfruttare questo bando, in quanto i dipartimenti fornivano pochi suggerimenti rispetto ad enti esteri adeguati e lə studentə era spesso lasciatə a se stessə nella ricerca di contatti. Anche le tempistiche non aiutano: per fare domanda si deve trovare un accordo con l’ente scelto quasi un anno prima di quando poi si svolgerà il tirocinio. Per questo proponiamo una migliore informazione nei confronti dellə studentə, più suggerimenti di mete da parte dei dipartimenti e una razionalizzazione delle tempistiche del bando.

SAPERI NON EUROCENTRICI

Spesso il mondo della cultura e dell’istruzione viene invocato come uno degli antidoti più potenti al razzismo. Ad oggi, è invece proprio il mondo dell’istruzione a contribuire a formare una mentalità colonialista, insegnando la storia come se fosse un romanzo di cui l’uomo bianco è il protagonista e presentando le altre culture e società come bizzarrie esotiche. Per questo è fondamentale non solo aprire nuovi corsi che diano spazio e voce ad altre storie e altre culture, ma anche un cambio di paradigma nel metodo d’insegnamento che offra percorsi di studio in grado di andare oltre il punto di vista monolitico dell’uomo bianco.

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