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GRAN PRIX DI “SINISTRA”

Da 12 anni Indipendenza è il filo rosso che caratterizza il nostro coordinamento: si basa sul non avere legami politici, contrattuali o economici con alcuna associazione, sindacato, partito e lobby. Grazie a questa scelta possiamo decidere in maniera libera forme e contenuti della nostra attività politica, internamente all’università e in città.

È facile trovare le tracce della nostra Indipendenza che abbiamo sempre praticato pubblicamente ed in maniera trasparente tramite l’autofinanziamento, l’assenza di qualsiasi patto di lavoro con partiti o sindacati e la non partecipazione/appoggio a campagne elettorali o processi partitici e sindacali. Studenti e realtà politiche autorganizzate di Torino lo sanno e non c’è bisogno di giustificare o rendicontare nulla. Pratica e prassi consolidate lo dimostrano.

Qualche giorno fa siamo statə classificatə “stampella studentesca” del Partito Democratico, siamo statə definitə complici nel sostenere posizioni SI Tav e nell’appoggiare indirettamente (o direttamente) l’ondata repressiva legata al Primo Maggio 2019 svoltosi a Torino.

Firmatari del “j'accuse” Noi Restiamo+Antitesi.

Ci teniamo a dire (e rivendicare) che quel Primo Maggio - come tutti gli anni- eravamo in piazza, in prima fila (ma anche in ultima fila), quando la repressione ha colpito con manganelli e cinghiate il corteo No Tav e lo spezzone sociale: ancora ricordiamo la rabbia e lo sgomento davanti alla postura di sindacati partiti e polizia, l’ansia per lə compagnə momentaneamente dispersə, la gioia nel prenderci finalmente piazza San Carlo.

Quel Primo Maggio non è stato un episodio isolato ma una delle tante volte in cui come Studenti Indipendenti -seguendo le sensibilità e possibilità di ognunə- abbiamo contribuito alla lotta valsusina contro il modello che il Tav rappresenta in città ed in Università.

Il motivo delle accuse è che Assemblea di Economia, collettivo aderente al coordinamento di Studenti Indipendenti, si è reso fatalmente “colpevole” d’aver organizzato un incontro sul Recovery Plan con Luca Jahier, esperto economico con posizioni Sì Tav.

Contestualizziamo brevemente: è complicato per chi non ha mai messo piede (o volantino) in poli universitari differenti da quelli del Centro-Vanchiglia comprendere l’eterogeneità della composizione studentesca. Il dipartimento di Economia non è un polo facile da affrontare per chi cerca di decostruire, denunciare e ribaltare le storture del modello di sviluppo liberale e capitalistico; per praticare l’obiettivo in Corso Unione Sovietica, spesso, adottiamo pratiche, strategie e impostazioni politiche graduali nel ricercare in primis l’interesse verso l’aggregazione e la partecipazione. Costruire processi genuini dal basso costringe anche confrontarsi con un paese reale spoliticizzato o non per forza affine ad analisi radicali e di “rottura”: lavorare anche dove non è facile, costringe ad affrontare le contraddizioni quotidiane e mettersi in discussione davanti ad esse.

Noi con questo ci siamo sempre confrontatə, cogliendone le contraddizioni e le potenzialità. Leggiamo il reale per affrontarlo in maniera utile e strumentale, così da assumere un vero ruolo trasformativo.

L’evento @next generation eu aveva questo obiettivo: discutere un tema di attualità strettamente inerente al polo di riferimento per elaborare insieme allə studenti un’analisi collettiva partendo da questo incontro formativo.

Per farlo si è scelto di coinvolgere dei relatori che si sono resi direttamente artefici di proposte governative nell’elaborazione del Recovery Plan italiano, questo anche nell’ottica di chiedere conto e contraddire chi ha agito a livello pubblico-(pre)decisionale nella stesura o collaborazione di alcune proposte di gestione dei fondi europei.

Non crediamo che chi partecipa agli eventi politici universitari sia incapace di analizzare criticamente i contenuti che recepisce, soprattutto se questi contenuti sono alla base dei propri studi. Con questo evento si voleva aprire un dibattito (sfidando la complessità della dimensione online e ill contesto pandemico) su un tema invisibile nelle aule di economia, facendolo con persone che hanno costruito pubblicamente e tecnicamente la sua spina dorsale. Nel farlo abbiamo moderato e opinato l’incontro con lə compagnə di Assemblea di Economia.

Non abbiamo bisogno di persone che ci imbocchino una lettura critica, la lettura critica ce la costruiamo da solə formandoci e discutendo, dal basso. L’incontro è online e chiunque può fare valutazioni politiche sui suoi contenuti ma sarà evidente che non si è trattata di una sviolinata neutrale nei confronti del Next Generation Ue e nemmeno nei confronti della gestione europea e italiana dell’attuale crisi economica. Men che meno sono stati esaltati o citati i benefici (che non esistono) del Tav.

Contestavamo e contestiamo anche oggi la governance dell’UE e dei governi italiani rispetto alle misure economiche, sociali e politiche che si stanno portando avanti. Con esse contestiamo anche i protagonisti parlamentari (e non solo) che avvallano un sistema politico-economico che, anche e specialmente, durante la pandemia accresce le ricchezze di chi già la ricchezza la detiene, a scapito delle fasce medie, popolari e povere del Paese. Tra questi inseriamo anche il Partito Democratico, la Cgil e ogni altra organizzazione (autodefinita) di “sinistra” che è strumentale a questo sistema iniquo che accresce le disuguaglianze.

Si può disquisire e criticare strategie e modalità di elaborazione e azione politica di altre organizzazioni, realtà o collettivi, si può discutere e non essere d’accordo: ma consideriamo grave tacciare Studenti Indipendenti di complicità nelle operazioni repressive della Questura, considerare ipocrita e falsa la solidarietà e l’appartenenza al movimento No Tav e inventare strane traiettorie politiche di affiliazioni partitiche-sindacali sul modello “complotto Soros”.

Noi la nostra “barricata” la conosciamo bene ed ha coordinate politiche ben precise: l’antifascismo, l’antisessismo, l’antirazzismo, l’ecologismo, la solidarietà e quindi l’anticapitalismo. Dentro il reale pratichiamo, con forme e pratiche indipendenti, i nostri ideali e obiettivi politici. Non pretendiamo che vengano condivisi da altri soggetti politici perché in quanto “altri” hanno (legittimamente) scelto modalità e forme diverse dalle nostre. Ciò che non tolleriamo è che vengano create ad hoc accuse false ed infamanti. Non vogliamo correre una desolante, misera e inutile gara a chi fa e pensa “più a sinistra”, specialmente se lo scopo è raccattare qualche manciata di voti.

Ci sono troppe cose da fare e da cambiare, troppe discussioni da portare avanti, troppe battaglie da vincere per rincorrere il celodurismo militante ed ideologico di chi non sa pesare la differenza tra valutazioni politiche e giudizi fasulli.

Nel nostro passato e nel nostro presente testimoniamo la nostra genuina indipendenza mossa da valori anticapitalisti. Le speculazioni di sciacallaggio elettorali le lasciamo a chi ha tempo e fantasia sufficienti per crearle.

Infine: ci ribadiamo complici e solidali con tutto il movimento No Tav contro la repressione della questura e delle istituzioni.

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