Elezioni rimandate: calpestata la democrazia in Ateneo

L’amministrazione dell’Università di Torino ha deciso di posticipare le elezioni studentesche, comunicandolo lunedì sera, il giorno prima dell’inizio delle votazioni, per supposte motivazioni tecniche. Si posticipano di sette giorni, andando a ridosso della Pasqua.

In questo anno di pandemia abbiamo tuttə subito sulla nostra pelle le ripercussioni dell’arretratezza digitale del nostro ateneo, dei mancati investimenti laddove ce n’era bisogno, della mancanza di una visione chiara dei bisogni degli/delle studenti. La goccia che fa traboccare il vaso è, dopo l’approvazione del Proctoring, la gestione delle elezioni universitarie, che culmina con questo ultimo episodio e dimostra l’importanza che viene data ai processi di partecipazione studentesca.

Ancora di più l'invio delle credenziali scaglionate in sette o più giorni è contrario alle garanzie date precedentemente e inficia gravemente sul regolare svolgimento delle elezioni. Se servono sette giorni per inviare delle credenziali per il voto, ci chiediamo cosa accadrà quando inizieremo a votare. Nella mail mandata a studentə non ci sono neanche delle scuse.

Non possiamo accettare "problemi tecnici informatici": è da ottobre che si sa che le elezioni sarebbero state online, ora basta. Per mesi abbiamo rincorso l’amministrazione universitaria, con particolare menzione alla Direzione Sistemi Informativi, per avere garanzie sui problemi tecnici che già sapevamo sarebbero stati probabili. La simulazione è stata fatta solamente una settimana fa, vengono date informazioni discordanti e, come al solito in queste situazioni, si rimpallano le responsabilità tra diversi uffici e si scarica il tutto alla piattaforma Eligo. Noi sappiamo benissimo che la responsabilità è di chi doveva tutelare queste elezioni.

La rappresentanza studentesca non è un “giochino da ragazzini”, è una parte fondamentale della democrazia di ogni ateneo e viene sminuita costantemente. Tutto ciò non sarebbe successo per delle elezioni di docenti, in uno qualsiasi degli organi, evidentemente perché vengono considerate diversamente. Questa è l'ennesima dimostrazione che a questo ateneo non interessa prendere sul serio la rappresentanza che a parole tanto osanna: non vogliamo immaginare cosa pensino della partecipazione attiva delle e degli studenti. Elemento che denunciamo da anni, perché anche nelle elezioni in presenza l’università non ha mai investito sull’aumento dei seggi, che ha impedito negli anni a moltissimə studentə di votare per le code infinite.

Vogliamo risposte, e non le vogliamo fra sette giorni, le vogliamo ora. Vogliamo una presa di responsabilità da parte del Rettore, le dimissioni di Angelo Saccà (responsabile Direzione Sistemi Informativi), vogliamo che le credenziali non siano scaglionate su sette giorni e garanzie reali sul loro regolare svolgimento. Per l'università che ci spetta non c'è più tempo, non c'è più pazienza!

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