Bonobo programma 2021

Collettivo Bonobo - Per l'università che ci (a)spetta - Programma elettorale 2021

CHI SIAMO

Il Collettivo Bonobo è formato da studenti dei Dipartimenti di Culture, Politiche e Società e Cognetti de Martiis dell’Università di Torino. In occasione di queste elezioni studentesche per il mandato 2021-2023 presentiamo le nostre candidature per gli organi periferici di rappresentanza (Consigli di Corso di Studio, Consigli di Dipartimento e Consiglio di Scuola). Facciamo, inoltre, parte della rete di collettivi Studenti Indipendenti, presente in tutti i Dipartimenti di UniTo, con la quale siamo candidatə a livello di organi centrali (Consiglio di Amministrazione, Senato Accademico, Assemblea Regionale per il Diritto allo Studio, Comitato Unico di Garanzia e Centro Universitario Sportivo) del nostro Ateneo.

Crediamo in una rappresentanza partecipata e dal basso che si unisca con l’attivazione, la comunicazione e la costruzione di reti tra persone fuori dagli organi. Nelle pagine seguenti illustriamo brevemente il nostro programma elettorale. In questo testo il carattere ə viene utilizzato per declinare tutte quelle parole (singolari e plurali) che il dizionario italiano riconduce ad un binarismo di genere. Scegliamo di usare la schwa perché crediamo il linguaggio debba sempre includere ogni soggettività. Alcune parti di programma sono state scritte insieme al Collettivo di Giurisprudenza, dipartimento con cui condividiamo la Scuola di Scienze Giuridiche, Politiche ed Economico-Sociali e il Campus Luigi Einaudi.

INDICE PROGRAMMA

SPAZI

Scritto in collaborazione con il Collettivo di Giurisprudenza

Parlare di spazi, oggi, quando è da più di un anno che siamo costrettə a non entrare in università, a noi, studenti del CLE, sembra abbastanza surreale. Ma dopo mesi in cui i nostri contatti sociali si sono drasticamente ridotti, in cui abbiamo faticato a relazionarci e a confrontarci tra noi studenti ci sembra di vitale importanza rivendicare all’interno dell’università sempre maggiori luoghi di socialità, di studio e di confronto.

Pensiamo dunque che ci spettino più spazi di autogestione per far sì che l'università non sia un edificio vuoto dove recarsi per subire un insegnamento puramente nozionistico, ma uno spazio collettivo, vivibile, di discussione critica e di elaborazione politica.

Vogliamo poi che l'università sia uno spazio antifascista, antisessista e transfemminista: basta con l'imposizione del binarismo di genere, vogliamo bagni degenderizzati; non accettiamo che l’auletta Borsellino venga assegnata ad un’organizzazione fascista che pensa che l’università non possa essere accessibile a tutte e tutti, perchè non ci sentiamo sicurə e tranquillə in un ambiente accademico che legittima tali soggetti. Vogliamo che quest auletta inizi ad essere aperta a tuttә, utilizzandola come luogo che possa soddisfare le necessità dellә studenti.

Denunciamo anche il fatto che uno spazio del Campus, l’aula C1 autogestita, sia ancora sottoposta a sequestro dalla questura di Torino: gli ambienti universitari sono di chi li vive quotidianamente, non certo di chi li militarizza un giorno all’anno.

Chiediamo anche che l’università fornisca gli strumenti per affrontare serenamente le lunghe giornate in presenza: in questi due anni attraverso lə nostrə rappresentanti negli organi siamo riuscitә a introdurre un microonde nella lunch room in palazzina e uno nell’aula studio ad alta voce, ma non ci fermeremo qui, non è una vittoria. Lavoreremo ogni giorno per costruire un’università sempre più vivibile.

Nell’ottica del prolungarsi della modalità mista per la didattica pretendiamo che l’università trovi delle strategie congrue per renderla tranquillamente affrontabile dallə studenti. Se ad una lezione in presenza, segue una lezione online l’università è tenuta a dover garantire uno spazio in cui poter seguire la lezione telematica, cosa che non si è verificata in questi ultimi mesi. Sempre nell’ottica di una didattica mista e quindi dell’uso consistente di device elettronici durante le lezioni, uno dei nostri primi obiettivi sarà quello di dotare la palazzina Einaudi di prese elettriche per poter ricaricare pc, tablet e telefoni. Inoltre ci sembra doveroso che l’università si doti di luoghi in cui mettere a disposizione dellə studenti computer e una connessione stabile.

Pensiamo che la safeness degli spazi, col protrarsi della pandemia, non si raggiunga chiudendoli ma, al contrario, ampliandoli e rendendoli sempre più accessibili in sicurezza. Ecco perché rivendichiamo più aule studio e l’estensione degli orari di apertura di queste e della biblioteca Bobbio. Riguardo a quest'ultima, chiediamo l’installazione di prese anche in questo spazio, oltre che la dotazione di ulteriori sedie.

Altri fini che ci poniamo sono la fruizione dei laboratori linguistici e informatici del CLE, la fruizione delle aule dopo la fine delle lezioni per lo studio durante la sessione e la dotazione di un sistema di prenotazione per poter studiare in C1, visti i pochi posti a disposizione.

Un progetto a cui abbiamo collaborato in questi due anni è la riconversione di Viale Ottavio Mai in uno spazio polifunzionale che sarà aperto anche al quartiere. Dall’università sono stati stanziati i fondi ed è già stato elaborato un progetto, ci impegneremo affinché si giunga all’effettiva apertura di questi luoghi. Sosteniamo convintamente l’idea di spazi universitari aperti alla cittadinanza, in modo tale che l’università possa affermarsi veramente come bene comune. In quest’ottica dunque non accetteremo mai che gli ambienti accademici vengano dati in concessione a privati, perchè l’università è nostra, dellə studenti che l’attraversano ogni giorno.

AMBIENTE

Scritto in collaborazione con il Collettivo di Giurisprudenza

L’università ha un ruolo centrale nella sfida ai cambiamenti climatici e ai problemi ambientali, vogliamo che i nostri percorsi accademici siano in grado di dotare lə studenti di strumenti volti ad una maggiore conoscenza dei temi ambientali. Questo è possibile se l’Università si impegna a promuovere percorsi incentrati su questi temi, con soggettività diverse all'interno del nostro ateneo, tramite conferenze, seminari, percorsi di ricerca, laboratori multidisciplinari da inserire nel nostro piano carriera e con la creazione di veri e propri corsi di laurea interdipartimentali con particolare attenzione all’ambiente, ai cambiamenti climatici e all’ecologia.

Uno dei punti fermi all’interno dei nostri programmi elettorali era l’impatto all’interno della città di un buon sistema di organizzazione della raccolta differenziata all’interno del Campus.
Negli anni, dopo le nostre pressioni all’interno degli organi periferici e il lavoro dei nostri rappresentanti in Consiglio di Scuola, siamo riuscitə ad ottenere una copertura parziale degli spazi con la raccolta, ma dopo i primi anni di sperimentazione continuiamo a denunciare la mancanza di una vera organizzazione per un sistema migliore e funzionante di raccolta differenziata. Da anni, infatti, continuano a verificarsi storture all’interno degli spazi, per deficit strettamente logistici: i bidoni utilizzati sono numericamente insufficienti e non sono posizionati in punti strategici del Campus e della Palazzina, facendo sì che le isole ecologiche siano spesso lontane dai luoghi più frequentati e centralizzati.

Il piazzale di Viale Ottavio Mai sarà essenziale come spazio per rispondere alle diverse esigenze del corpo studentesco e delle persone che in generale attraverseranno quello spazio. Crediamo che delle soluzioni per rendere la città e l’Università ecologica passino anche da quello spazio e da come verrà adibito. Come collettivi ci siamo immaginati che lo spazio, oltre ad ospitare dei posti per bici e quindi a promuovere un tipo di mobilità sostenibile, possa includere diversi punti-acqua messi a disposizione di tuttə.

Una buona parte della componente studentesca si muove in città usando come mezzo una bici o un monopattino: crediamo che sia essenziale incrementare questo tipo di mobilità e sensibilizzare sugli spazi dove poter sostare il proprio mezzo. Abbiamo notato come spesso lə studenti vengano poco informatə sulla disponibilità di spazi dove lasciare il proprio mezzo, come il parcheggio coperto del Campus. Chiediamo che, oltre a fornire questi spazi, l’Università usi maggiore trasparenza nel comunicarne l’apertura e la disponibilità.

Come collettivi volevamo avviare insieme all’Università inoltre un sistema di carpooling, non realizzato e mai partito a causa della pandemia: un carpooling universitario aiuterebbe a ridurre l’uso sproporzionato dei propri mezzi per raggiungere i poli universitari.

DIDATTICA

Siamo consapevoli che la situazione pandemica che stiamo vivendo abbia profondamente trasformato l’Università; nonostante ciò, come collettivo Bonobo e Studenti Indipendenti si siamo attivati e hanno cercato di garantire, fin da subito, che l’ambiente universitario restasse uno spazio accessibile. Questo sarà implementato dalle nostre odierne proposte:

  • Vorremmo riproporre la modalità DAD anche post covid (per coloro che lo necessitano: es. studenti lavoratorə), ma senza che sostituisca la didattica in presenza, che sappiamo avere un valore aggiunto.
  • Materiali didattici gratuiti: i libri della Biblioteca Bobbio e quelli della Biblioteca Digitale andrebbero aumentati.
  • Abolizione del proctoring: chiediamo garanzie chiare sulle modalità di esame, inclusa la possibilità per lə studenti di dare gli esami anche se non in possesso dei dispositivi o dei requisiti di connessione necessari per il software ad oggi in fase di sperimentazione.
  • Chiediamo l’approvazione di un semestre bonus, con tutte le conseguenze legate all’essere o meno in corso rispetto a tasse universitarie, voto di laurea, borse di studio, etc.
  • Salti d’appello e correzione appelli: evitare il salto d’appello e fare in modo che continui a non essere fatto, anche oltre la situazione Covid. È un diritto dellə studenti tentare tutti gli appelli disponibili.
  • Didattica in presenza garantita per quanto possibile (non troppa discrezionalità allə docenti); collegamento con spazi per una migliore prenotazione/gestione delle aule.
  • Miglioramento della didattica mista, più attenzione per chi segue a distanza.
  • Chiediamo una maggior disponibilità da parte dellə professorə nel fare lezioni sincrone via Webex, evitando di caricare solo lezioni preregistrate. Il confronto durante le lezioni in diretta è un elemento formativo essenziale.
  • Garantire le registrazioni sempre. Studenti lavoratorə e in generale tuttə sono stati avvantaggiati dalle lezioni registrate

LETTORATI

I lettorati sono parte essenziale del percorso universitario di moltə studentə, tuttavia continuamente ci scontriamo con i pochissimi posti disponibili. Vogliamo:

  • aumentare il numero di lettorati disponibili con assunzioni di nuovə lettorə (con questa pandemia tante persone hanno bisogno di lavoro, perché non darglielo?);
  • dare più materiali disponibili a chi non ha un livello di lingua già avanzato ma è rimastə tagliatə fuori a causa dei pochi posti disponibili, così da poter provare, il semestre successivo, ad accedere ad un lettorato di livello più alto;
  • ripensare tuttə insieme le strategie didattiche, per non lasciare indietro nessunə;
  • convenzioni che diano degli sconti a chi, non essendo riuscitə ad iscriversi al lettorato, vuole conseguire una certificazione di lingua a pagamento tramite altre istituzioni come il Centro Linguistico di Ateneo (che presenta prezzi esorbitanti);
  • un regolamento che specifichi quanto il voto del lettorato influisca sul voto del corso di lingua e che regolamenti la possibilità di rifiutare il voto e il numero di appelli;
  • reinserimento della possibilità di rifiutare il voto di lettorato e non solamente ritirarsi a scatola chiusa, pratica barbara abolita grazie al lavoro di rappresentanza ma reintrodotta senza alcuna legittimità con il favore della pandemia;
  • aumento degli appelli di lettorato: il lettorato è un esame come gli altri, per moltə anche più difficile, abbiamo diritto al minimo di appelli l’anno garantito: 5.

VALUTAZIONE

Edumeter è un mezzo di valutazione che lə studenti hanno a disposizione per valutare i singoli corsi. Lə rappresentanti spesso analizzano i risultati di Edumeter all’interno della Commissione Monitoraggio Riesame, vorremmo però che ci fosse più attenzione alle segnalazioni dellə rappresentanti, in modo che si guardi e si dia peso anche al feedback che noi riportiamo nella commissione, grazie al costante e continuo contatto con la componente studentesca.

Pensiamo che lo spazio della CMR debba essere più sfruttato e che la rappresentanza debba avere più spazio di manovra e di ascolto all’interno di essa. EduMeter potrebbe essere un potente strumento, se valorizzato, ma noi teniamo anche al dialogo e al confronto diretto con lə studenti, per poter elaborare soluzioni costruttive e inclusive da presentare poi allə professorə. Per questo pensiamo che siano necessarie altri strumenti di valutazione da parte nostra.

In questi mesi di pandemia ci siamo spesso confrontatə con lə nostrə compagnə di corso, abbiamo utilizzato lo strumento dei form online per comprendere i principali problemi. Anche perché, come ricorderete, per mesi durante la pandemia Edumeter non è stato aggiornato e ancora oggi secondo noi non pone le domande giuste. Per questo vogliamo continuare con questa pratica al fine di avere una costante connessione con chi studia nei nostri Dipartimenti. Proponiamo:

  • dei form online anonimi dove si possano esprimere opinioni su come sono state svolte le lezioni, se hanno avuto problemi di dialogo con i docenti e soprattutto se il materiale didattico è sufficiente ed accessibile (anche economicamente);
  • inserimento di un questionario ufficiale complessivo sulla qualità della didattica alla fine del terzo anno;
  • organizzazione di incontri peer to peer per conoscere meglio gli insegnamenti prima di compilare il piano carriera;
  • revisione dei questionari di Edumeter perché siano veramente attinenti al modo in cui si svolge la didattica;
  • strumenti di cambiamento reali delle condizioni dei corsi, se molto gravi, all’interno della CMR.

ANTIRAZZISMO

La questione del razzismo sistemico si pone inevitabilmente come tema politico nel mondo della formazione, soprattutto nei nostri campi di studio e ricerca. Crediamo sia necessario che l’Università adotti una posizione di contrasto rispetto a tale questione, creando saperi antirazzisti e perseguendo politiche di accoglienza.

Per fare dell’antirazzismo uno dei valori alla base della nostra formazione, chiediamo in primo luogo che i nostri corsi e percorsi di studio diano spazio e voce ad altre culture ed a saperi non coloniali, e adottino regolarmente prospettive non coloniali e non razziste. Crediamo nella necessità di un potenziamento dei programmi di mobilità (Erasmus) da e verso paesi extra UE; chiediamo inoltre che UniTo aderisca al Programma Erasmus+ International Credit Mobility, e che stipuli nuove convenzioni con paesi extra UE. Riteniamo necessario un maggiore reclutamento di personale ricercatore e docente proveniente da paesi che limitano la libertà di ricerca e di insegnamento, nonché l’interruzione delle convenzioni con università coinvolte in regimi che combattono guerre imperialiste (ad esempio la Turchia). Chiediamo infine la creazione di Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliano all’interno dell’Università. Bisognerebbe organizzare iniziative per non dimenticare, o più correttamente per ricordare più frequentemente, tutte le vittime delle diverse forme di razzismo.

Per rendere UniTo un luogo di vera accoglienza e di inclusione, chiediamo la creazione di uno sportello ad hoc con personale formato sulle procedure burocratiche e amministrative di rilascio del visto o del permesso di soggiorno. Chiediamo inoltre l’assunzione di interpreti, mediatorə culturali e traduttorə da parte dell’Università, nonché la traduzione del sito di Unito in francese, spagnolo e arabo.

GENERE

Collettivo Bonobo e Studenti Indipendenti non solo pensano all’università in senso stretto, ma rivolgono il proprio sguardo alla società tutta, anche a partire dal benessere personale. Siamo stati presenti a numerose manifestazioni contro il razzismo (Black Lives Matter), e contro le violenze e discriminazioni di genere (come il recentissimo sciopero di Non Una Di Meno). Vogliamo quindi:

  • aumentare la consapevolezza sugli episodi di discriminazione di ogni tipo: di genere, orientamento sessuale, razzista, religiosa, abilista. Tramite un dialogo sempre presente con lə studenti, mettere a punto modalità safer di segnalazione interna;
  • aumentare conferenze ed incontri su tematiche di genere, queer;
  • vogliamo che tutta la didattica sia ripensata in senso inclusivo, aperto, intersezionale, anticolonialista e antirazzista : non c’è corso universitario che non possa farlo, e non solo nella rubrica “8 marzo” una volta l’anno;
  • parlare di sex work sia come lavoro dignitoso e meritevole di rispetto, per arrivare a parlare della libertà di espressione dei corpi, sia per togliere lo stigma attorno alla condivisione di materiale personale e quindi togliere potere a chi pratica “revenge porn”;
  • introdurre dei bagni “gender neutral” ;
  • distribuire assorbenti gratuiti in luoghi non riservati soltanto alle donne (quindi anche nel bagni maschili). Distribuire preservativi e Dental Dam gratuiti ;
  • condividere sulle nostre pagine social risorse per chi è vittima di abusi e discriminazioni e servizi sanitari LGBT friendly;
  • promozione della body positivity ;
  • revisione e potenziamento dello sportello di ascolto delle violenze ;
  • aumentare i laboratori e insegnamenti sulle tematiche di genere (identità di genere, sessualità, eteronormatività);
  • pensare momenti dedicati all’ educazione sessuale e all’affettività, per promuovere la cultura del consenso, della sicurezza e della consapevolezza; che coinvolgano associazioni e istituzioni esperte, come per la bellissima esperienza dei test HIV disponibili proprio al campus;
  • un diverso modo di relazionarsi va trasmesso e promosso sia tra studenti che tra docenti, che spesso rischiano di avere atteggiamenti e posture superate e sbagliate.

ACCESSIBILITÀ

L’università offre gratuitamente per qualsiasi tipo di problema un Punto d’ascolto psicologico , una grandissima risorsa che è anche un vanto, dimostra che l’università non è solo studio ma anche cura della persona. Tuttavia le liste d’attesa arrivano anche a 3 mesi e gli incontri sono di breve durata. Vogliamo quindi:

  • che l’università investa più risorse in questo campo;
  • maggiori assunzioni di psicologə e psicoterapeutə per ridurre le liste d’attesa e rendere gli incontri più lunghi (almeno 30-45 minuti) e quindi più proficui;
  • aumentare la pubblicità di questa risorsa, perché moltə studenti ne hanno un disperato bisogno ma non ne conoscono nemmeno l’esistenza;
  • tentare di riportare i colloqui in presenza , almeno in parte (magari i primi incontri) per spianare la strada a buon percorso psicologico e per chi in casa non ha privacy;
  • creare dialogo e potenziamento tra sportello d’ascolto psicologico e sportello antiviolenza , nel massimo rispetto del consenso e della privacy;
  • fare in modo che psicologə e psicoterapeutə riflettano insieme alla componente studentesca ma anche docente, sulle ricadute psicologiche dell’ultimo anno e su strumenti utili per affrontare ansia, stress e rapporto con il digitale in ottica di benessere

ERASMUS

Per rispondere a questa realtà negli ultimi due anni Unito si è impegnata ad aumentare i contributi integrativi per le borse Erasmus fino a 40000 di ISEE; in particolare sono stati aumentati i fondi sulle fasce ISEE più basse , permettendo così a moltə studenti con difficoltà economiche di partire. Inoltre abbiamo ottenuto un aumento dei fondi per la mobilità extra erasmus, tra cui accordi di cooperazione internazionale, doppie lauree, borse per paesi extra UE. In aggiunta, abbiamo aumentato le mete disponibili , lavorando affinché ci fossero tutor dedicati all’erasmus per ogni corso di laurea. Durante la pandemia abbiamo costruito percorsi alternativi per chi doveva partire durante il periodo di lockdown.

Nel polo del campus Luigi Einaudi per il dipartimento di CPS sono aumentanti alcune delle nostre mete, con anche la possibilità di avere mete interscambiabili tra CPS e Cognetti. Questo ha permesso anche l’aumento degli erasmus traineeship. Da queste basi vogliamo, ovviamente, continuare.

  • Network studenti : organizzare incontri con studenti che sono già statə in Erasmus, in modo da potersi confrontare sulle possibilità d’esame negli atenei ospitanti, ricevere consigli e suggerimenti sul trovare casa e su come ambientarsi nella nuova città. Sempre nell’ottica di agevolare l’inserimento delle studentə nel nuovo contesto, si metteranno a disposizione i contatti di coloro che sono già stati in Erasmus.
  • Lingue intermedie : proporre nuovamente corsi di lingua per chi deve partire per l’Erasmus e non conosce quella del Paese a cui è stato abbinato. Sarebbe interessante chiedere il supporto e l’aiuto di studenti Erasmus che si trovano a UNITO per permettere la contaminazione culturale tra ragazzə. Questa proposta è però strettamente collegata all’andamento della pandemia. Si potrebbe iniziare dalle lingue principali (spagnolo, inglese, francese e tedesco) ed eventualmente concentrarsi successivamente su altre lingue rispetto ai poli prescelti.
  • Caffè and talk : organizzare degli incontri (anche a distanza) tra studenti stranierə e non in cui si parlino diverse lingue. In questo modo sarà possibile imparare una nuova lingua e conoscere nuove persone. Potrebbe essere un’occasione per migliorarsi nelle lingue e conoscere nuove persone.
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