BASTA STRUMENTALIZZAZIONI NEOFASCISTE IN UNIVERSITÀ

È di pochi giorni fa una donazione fatta dal FUAN, lista dichiaratamente neofascista, alla Biblioteca Bobbio del CLE. Si tratta della donazione di alcune copie di un libro degli anni Novanta, ristampato qualche anno fa da un’associazione neofascista per ricordare Sergio Ramelli, giovane militante del Fronte della Gioventù ucciso nel 1975. Ci chiediamo quale sia la rilevanza scientifica, culturale e divulgativa di questo libro, scritto da giornalisti, militanti e dirigenti di Azione, Fuan ed MSI e da essi finanziato, quindi dichiaratamente fascista.

Questa è l’occasione dunque per rispolverare quale sia il triste e impotente stato in cui versa l’antifascismo della nostra università.

Non è la prima volta che questa organizzazione cerca viscidamente di entrare in università. In questi anni, dichiarando apertamente la propria natura o cercando di camuffarsi, più volte hanno cercato di rosicchiare spazio e centralità divulgando contenuti inaccettabili da ogni punto di vista. Lə studentə hanno sempre risposto ai fascisti con l’antifascismo, abbiamo sottolineato in ogni sede come sia limpido il fatto che ci sia un’associazione neofascista in università. Cosa è stato fatto? Nulla. UniTo sembra praticare l’antifascismo solo come una tradizione, mancando di concretezza.

Da anni l'amministrazione decide di non prendere una scelta netta che promuova in università una formazione e degli spazi realmente antifascisti, intersezionali ed accessibili a tuttə. Da anni UniTo decide di non mettere alla porta uno degli arti della rete fascista cittadina che dalle università alle istituzioni promuove violenze ed esclusione. Questa postura è inaccettabile perchè il FUAN è dichiaratamente fascista. Quale regolamento regge davanti a ciò? Non chiamando le cose per come sono si sta continuando a legittimare una lista fascista. Il risultato? I fatti del campus, libri fascisti nelle biblioteche, propaganda sessista, razzista e omofoba legittimata perchè non condannata da UniTo.

Dall’altra parte UniTo sceglie di non sostenere apertamente lə studentə che praticano quotidianamente un antifascismo attivo e militante, come limpidamente traspare dal mancato sostegno allə studentə condannatə a misure cautelari per i fatti del Campus.

Certo è “solo” un libro oggi, ma è un libro che rimarrà lì, che verrà letto, che verrà consultato e messo a sistema nella bibliografia universitaria, che potrà essere consigliato a lezione. Ogni libro è un seme: vogliamo che la nostra università contribuisca a innaffiare e far crescere il neofascismo? La biblioteca Bobbio ha già preso le distanze da quanto accaduto, ma non ci basta!

Pretendiamo che UniTo prenda una posizione chiara in merito alle organizzazioni neofasciste in università.

Pretendiamo che l'università sia spazio quotidiano di formazione antifascista, per abbattere definitivamente la lunga eredità formativa che ancora esiste, per una Università accessibile, libera e di tuttə. Fuori i fascisti dall’università!

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