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8. SPAZI

Spazi autogestiti e liberi, pranzo e studio, Viale Mai, Università bene comune


scritto con il Collettivo Bonobo: al Consiglio di Scuola (che comprende i nostri Dipartimenti) ci candidiamo insieme con il simbolo di Studenti Indipendenti!


Parlare di spazi oggi, quando è da più di un anno che siamo costrettə a non entrare in Università, a noi studentə del CLE sembra abbastanza surreale. Ma dopo mesi in cui i nostri contatti sociali si sono drasticamente ridotti, in cui abbiamo faticato a relazionarci e a confrontarci, ci sembra di vitale importanza rivendicare all’interno dell’Università sempre maggiori luoghi di socialità, di studio e di confronto.

Pensiamo che ci spettino più spazi di autogestione per far sì che l'Università sia uno spazio collettivo, vivibile, di discussione critica e di elaborazione politica.

Nel solco di nostre passate iniziative, vogliamo che l'Università sia uno spazio antifascista, antisessista e transfemminista. Il che passa, ad esempio, dal creare spazi degenderizzati (già promossi dalla campagna «Studenti sull’orlo di una crisi di nervi») e valorizzare luoghi come l’auletta LGBT. E passa, ancora, dal non accettare che un’auletta venga assegnata ad un’organizzazione neofascista che pensa che l’Università non possa essere accessibile a tuttə: non ci sentiamo sicurə e tranquillə in un ambiente accademico che legittima tali soggetti ammettendoli nell’albo delle organizzazioni studentesche (quindi all’assegnazione di spazi e alla partecipazione alle elezioni). Vogliamo che l'auletta in questione inizi ad essere aperta a tuttә, utilizzandola come luogo che possa soddisfare le necessità dellә studentә. Denunciamo anche il fatto che uno spazio del Campus, l’aula C1 autogestita, sia ancora sottoposta a sequestro in seguito al presidio di protesta che provò a reagire ad un volantinaggio neofascista: gli ambienti universitari sono di chi li vive quotidianamente, non di certo di chi li militarizza un giorno all’anno per punire lә studenti che esercitano il proprio diritto al dissenso.

Chiediamo che l’Università fornisca gli strumenti per affrontare serenamente le lunghe giornate in presenza: in questi due anni attraverso lə nostrə rappresentantə negli organi siamo riuscitә a introdurre un microonde negli spazi della lunchroom in palazzina e dell’aula studio ad alta voce al Campus. Ma non basta, perché gli spazi per soste e pause pranzo sono pochi: lavoreremo per costruire un’Università sempre più vivibile.

Nell’ottica del prolungarsi della modalità mista di erogazione della didattica pretendiamo che l’Università trovi delle strategie congrue per renderla tranquillamente affrontabile dallə studentə. Se ad una lezione in presenza segue una lezione online, l’Università è tenuta a garantire spazi per seguire le lezioni telematiche,servizio non offerto in questi ultimi mesi. Sempre nell’ottica di una didattica mista e quindi dell’uso costante di devices durante le lezioni, uno dei nostri primi obiettivi sarà quello di ottenere le prese elettriche in Palazzina Einaudi, per poter ricaricare pc, tablet e telefoni. Inoltre ci sembra doveroso che l’università si doti di luoghi in cui mettere a disposizione dellə studentə computer e connessione stabile. Vogliamo ottenere la fruizione dei laboratori linguistici e informatici e delle aule del CLE per lo studio dopo le lezioni o durante la sessione e la dotazione di un efficiente sistema di prenotazione per poter studiare in C1, visti i pochi posti a disposizione.

Pensiamo che la safeness degli spazi, col protrarsi della pandemia, non si raggiunga chiudendoli ma, al contrario, ampliandoli e rendendoli sempre più accessibili in sicurezza. Ecco perché rivendichiamo più aule studio e l’estensione degli orari di apertura di aule studio e della biblioteca Bobbio. Al riguardo della Biblioteca chiediamo l’installazione di prese elettriche anche in questo spazio, oltre che la dotazione di ulteriori sedie.

Un progetto a cui abbiamo collaborato in questi due anni è la riconversione di Viale Ottavio Mai, il ghiaione situato tra il Campus e la Mensa Olimpia, che si trasformerà in uno spazio polifunzionale aperto anche al quartiere. Dall’Università sono stati stanziati i fondi ed è già stato elaborato un progetto: ci impegneremo affinché si giunga alla sua effettiva realizzazione.

Sosteniamo convintamente l’idea di spazi universitari aperti alla cittadinanza, nell’ottica dell’Università bene comune: in quest’ordine di idee critichiamo la concessione di spazi universitari a privati sulla scorta di quanto fatto in altre sedi di UniTo, perché l’Università è pubblica, quindi nostra, di noi studentə che l’attraversiamo ogni giorno!

> 9. AMBIENTE

> INDICE

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