Riapriamo! Riapriamo?

Ormai da un anno viviamo come studentə una condizione paradossale composta di informazioni tardive, parziali, alienazione sociale e educativa. Questo porta sempre frustrazione da una parte per chi soffre materialmente e psicologicamente la didattica a distanza, dall’altra per lə studentə che si trovano il dubbio della doppia erogazione oppure la carenza degli spazi per studiare. Proviamo quindi a fare prima di tutto un po’ di chiarezza per poi dare una chiave di lettura generale.

La doppia erogazione delle lezioni per quest’anno è sempre garantita. Nel caso di docenti che non la attuano segnalatelo ai/alle vostrə rappresentanti del collettivo.

In base alle Linee guida del CORECO (Comitato regionale di coordinamento del Piemonte) sappiamo che:

  • La frequenza delle lezioni e attività curriculare può riprendere in presenza. Questo però non significa automaticamente che verrà ripresa in presenza, ma che c’è questa possibilità. Lə docenti sceglieranno autonomamente come erogare il proprio corso (mantenendo comunque l’erogazione a distanza) e si stanno muovendo le comunicazioni nei corsi di studio per capire dove e cosa dovrebbe ricominciare in presenza
  • Per i laboratori o tesi di laboratorio si può andare in presenza esattamente come è stato finora, esattamente come stage e tirocini e ricevimento studentə
  • Le attività formative dei/delle medicə in formazione specialistica e dei/delle tirocinanti delle professioni sanitarie si svolgeranno in presenza
  • Servizi bibliotecari e aule studio sono aperti (Michelangelo, Ormea, Amedeo, Environment Park, Alessandria, Perrone, Olimpia)
  • Esami e lauree potranno svolgersi in presenza

Lo ripetiamo: per quanto riguarda la didattica un potranno non significa che accadrà, significa che nel caso specifico potete contattare lə docenti e chiedere. In molti casi i Consigli di Corso di Studio si stanno muovendo per capire come comportarsi.

Tutte le informazioni sono state pubblicate lunedì 19/04 sul sito di UniTo quando la riapertura è stata annunciata la settimana prima e mentre in realtà moltə di noi non sanno ancora se le proprie lezioni o esami saranno in presenza o meno

Queste aperture arrivano in silenzio, in modo confuso e senza le comunicazioni ufficiali necessarie perché ci sono già poche persone che leggono le mail, ancora meno che leggeranno il sito. Siamo complessivamente immersə in una condizione poco chiara: da una parte la comunicazione di massa o il/la ministrə dice dopo mesi la parola ‘Università’ e dall’altra l’università che non provvede a una comunicazione organica e fattuale di ciò che sta accadendo.

L’università in tutto questo dimostra come non abbia recepito la nostra necessità di informazioni ufficiali date dai canali comunicativi di UniTo che è anche necessità di consapevolezza e riconoscimento del disagio che stiamo vivendo. Questo probabilmente perché da una parte pensa di dover parlare solo con docenti e dunque di non dover ‘seminare il panico’ dando informazioni parziali. Sebbene questo sia giusto, com’è possibile che l’organizzazione arrivi sempre dopo ogni DPCM? Com’è possibile che ormai siamo da più di un anno in questa condizione e non c’è mai nulla di certo, nulla di strutturato su cui muoversi ma è un continuo ridiscutere posizioni passate? E’ una scelta anche politica ignorare la necessaria chiarezza comunicativa che in molti casi sta affliggendo le nostre carriere: evidentemente non siamo importanti per avere informazioni precise e in tempi ottimali.

Chiaramente questo è sintomo di una svalutazione strutturale dell’Università a livello nazionale e di una svalutazione strutturale di noi studentə a livello di Ateneo che ci ritroviamo a non avere neanche gli strumenti per capire quale sarà la nostra condizione, se potremo tornare in presenza e come.

Il decentramento coordinato di UniTo è stata la strategia da riassumere essenzialmente in ‘ogni dipartimento faccia come crede’. Questo possiamo dire si sia rivelato fallimentare perché nel momento in cui si concede la libertà ai dipartimenti di comportarsi in alcuni modi deve anche essere garantita una qualità minima, degli standard e delle regole da rispettare perché l’università deve tutelare tutta la comunità accademica nella quale noi, per rapporti di potere evidenti, siamo meno tutelatə.

Vogliamo che l'università diventi una priorità di questo paese e esigiamo un rientro sistematico che tenga anche conto delle diverse esigenze materiali ed economiche dellə studentə, con una comunicazione chiara e precisa e un coinvolgimento anche dellə rappresentanti nei processi di valutazione della riapertura. Questa è l'università che ci spetta!

Ict4student: la malagestione economica e amministrativa che danneggia il dsu

Già qualche mese fa avevamo parlato del progetto ict4student dell’Università di Torino. È un'iniziativa dell'Università di Torino che prevede la distribuzione di devices (PC, tablet e router per la connessione) agli/alle studenti e agli/alle docenti che ne facciano richiesta. Dunque è una misura pensata per riempire il gap tecnologico che questa pandemia e la DAD hanno evidenziato.

Commercilizzazione salute mentale

Il costo della salute mentale durante la pandemia è uguale per tuttə?

"Abbiamo frammentato l’unità della nostra esperienza vitale, che è inseparabilmente corporea e psicologica, in una entità puramente biologica da una parte e in una vita culturale, affettiva e psicologica dall’altra", scrive Giorgio Agamben il 13 aprile 2020 agli inizi della pandemia globale. Possiamo dire che questa sia una scissione sistemica nel nostro paese, in cui il benessere fisico è assistito dal sistema del welfare, mentre le cure finalizzate al benessere psicologico sono a carico dellә singolә, in quanto non ritenute una necessità alla base della salute individuale e sociale, ma un privilegio economico che la persona può permettersi o no.

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GRAN PRIX DI “SINISTRA”

Da 12 anni Indipendenza è il filo rosso che caratterizza il nostro coordinamento: si basa sul non avere legami politici, contrattuali o economici con alcuna associazione, sindacato, partito e lobby. Grazie a questa scelta possiamo decidere in maniera libera forme e contenuti della nostra attività politica, internamente all’università e in città.

Elezioni rimandate: calpestata la democrazia in Ateneo

Con una semplice mail di lunedì 22 marzo l'amministrazione ha rimandato le elezioni studentesche di una settimana. Uno dei più importanti processi di rinnovo democratico di cui siamo protagonistə è stato come nulla rinviato, con una scrollata di spalle per suddetti problemi tecnici. Ma il problema non è tecnico: è un problema politico e riguarda la considerazione che il nostro ateneo nutre verso la rappresentanza.