Spazi – FAI LA DIFFERENZA! Elezioni 2019

Spazi

Da anni chiunque attraversi l’Università di Torino si è trovato di fronte ad un grave problema strutturale: la mancanza di spazi. Spazi di lezione, ristoro, aggregazione, studio e spazi che permettano una rielaborazione e diffusione autonoma e autogestita dei saperi appresi. Questa mancanza comporta diversi disagi e rinforza quell’idea di Università che combattiamo: un posto in cui immagazzinare informazioni da riproporre agli esami il più velocemente possibile per arrivare il prima possibile alla laurea.

Inoltre, a causa del forte sottofinanziamento dell’Università pubblica, l’Ateneo si trova costretto, per avere finanziamenti utili alla costruzione di nuove strutture, a scendere a patti con enti privati, con il rischio che questi sottraggano spazi alla comunità studentesca e che possano influenzare le attività dell’Università, a favore dei propri interessi.

Le sedi

Palazzo Nuovo è ormai da anni sotto periodiche bonifiche. Innumerevoli sono le volte in cui aule e piani interi sono stati chiusi e riaperti alla comunità accademica. Vi è una totale assenza di spazi per il ristoro, l’aggregazione e lo studio.
Il Dipartimento di Lingue si trova da anni frammentato e diviso per varie sedi del centro città. Questa frammentazione della didattica è dovuta a mancanza di spazi in cui fare lezione: aule di lettorati strapiene sono la normalità per chi studia in questi corsi di studio.
Analogamente anche i corsi di psicologia sono frammentati e il problema degli spazi si è acutizzato fino ad arrivare alla minaccia di chiusura del corso.

Inoltre, quest’autunno presso la Certosa di Collegno è stata inaugurata una nuova sede per Scienze della Formazione primaria, precedentemente con sede a Palazzo Nuovo. Tante sono state le parole e le lodi spese per questi spazi: dall’Università è venuta ogni sorta di promessa per far sì che ad ottobre già le prime matricole cominciassero il percorso nella nuova sede universitaria. Come rappresentanti degli studenti, insieme a numerosi docenti del corso di laurea, ci siamo opposti duramente a questa scelta dettata da motivi prettamente economici e che non avrebbe giovato al corso di laurea, che già versa in una situazione critica.

Visto che il progetto è stato portato avanti nonostante le numerose criticità, stiamo ora lavorando duramente per rendere dignitosa questa sede universitaria che, in condizioni precarie ed inadeguate, ospita da alcuni mesi 250 ragazzi. Numerosi sono infatti i problemi pratici: mancano strumenti ed oggetti essenziali, quasi tutto rientra nella categoria “lavori in corso”, nessuno risponde ai reclami e alle problematiche segnalate da chi lavora nella sede.

La nuova sede è inoltre un luogo sostanzialmente isolato: poche sono le opportunità di mangiare qualcosa nei dintorni a prezzi economici, non ci sono copisterie, non ci sono mense né luoghi più di tanto aggregati. Grazie all’Informa Giovani di Collegno e alla rete di persone che stiamo costruendo intorno alla struttura stiamo cercando di ovviare a tutte queste difficoltà che gli studenti, inconsapevoli di cosa sia realmente la vita universitaria, si stanno trovando ad affrontare con frustrazione.

Esprimiamo la nostra preoccupazione anche per il futuro della struttura: attualmente gli spazi interni per gli studenti riescono a malapena ad ospitare i ragazzi del primo anno. Visto che in futuro l’idea sarà quella di aumentare il numero degli iscritti, come si ovvierà a questa costante mancanza di spazi di aggregazione per gli studenti dell’università di Torino?!

Il polo di economia è isolato rispetto alle altre sedi universitarie e gli studenti sono praticamente esclusi dal servizio ristorazione di EDISU a causa della distanza eccessiva fra il polo e la mensa più vicina. L’unica lunch-room è stata relegata nei sotterranei della struttura, in un’angusta stanza senza finestre, talmente inaccogliente che è più probabile veder mangiare studenti per terra o nei corridoi che in quell’aula. Negli ultimi anni il polo ha visto la crescita del numero di studenti ma le aule, le postazioni studio e i laboratori non sono stati adeguati alle necessità. Gli spazi di aggregazione sono praticamente inesistenti, la sosta in alcune aree di passaggio è addirittura vietata e vigilata.
Alla SME la penuria di spazi per gli studenti sta costituendo, di fatto, la nuova barriera d’accesso all’istruzione, essendo la mancanza di determinati tipi di spazi (come i laboratori) tra i motivi di re-inserimento dell’accesso programmato ai corsi di studio del Dipartimento di Management.

Per quanto riguarda la Scuola di Medicina, la mancanza di spazi è evidente sia per chi vive il polo e combatte una continua battaglia per trovare un posto in cui studiare o mangiare sia confrontando alcuni dati: a fronte di circa 8000 studenti, la Scuola mette a disposizione solamente 1000 postazioni studio, 1 singola lunch-room con frigo e microonde, nessuno spazio di aggregazione.
La mancanza di postazioni in cui studiare ha conseguenze ancora più tragiche nel fine settimana e durante la notte, momenti in cui rimangono aperte solamente due aule in tutta Torino.

Inoltre, le lezioni del corso di studio in Medicina e chirurgia si svolgono in differenti aule e spazi del quartiere di San Salvario, rendendo estremamente difficile l’aggregazione e la partecipazione alla vita sociale e politica dell’Università, così come mancano spazi gestiti dagli/dalle studenti, dove poter dibattere e approfondire argomenti di didattica, politica e società, armadietti in cui lasciare i propri beni durante lo svolgimento dei tirocini, un centro per le simulazioni e per l’apprendimento di attività pratiche, parcheggi per le bici e una raccolta differenziata capillare sul polo.
Vorremmo, perciò, lavorare come rappresentanti all’interno degli organi preposti, per supplire a queste carenze della nostra Scuola in attesa dello spostamento delle attività didattiche dei nostri Dipartimenti nei nuovi edifici di Città della Salute e della Scienza, alla cui progettazione vorremmo prendere parte per portare le istanze degli e delle studenti.

La situazione nei poli di area scientifica è disastrosa: sedi fatiscenti, assenza quasi totale di spazi di aggregazione, aule e laboratori insufficienti rispetto all’aumento di studenti registrato negli ultimi anni.
In particolare, l’inadeguatezza dei laboratori ha costretto Unito a istituire quest’anno il numero programmato nei corsi di chimica e di scienze dei materiali.
Quest’anno è stato approvato il piano economico per la costruzione del nuovo polo delle scienze a Grugliasco, dove andranno a insediarsi i Dipartimenti di chimica, biologia e geologia, mentre gli spazi in San Salvario saranno ridistribuiti tra i Dipartimenti di fisica, farmacia, psicologia e informatica.

Cosa abbiamo ottenuto

Negli ultimi due anni abbiamo denunciato, attraverso la nostra campagna spazi diffusa sui vari poli, la condizione fatiscente ed alienante delle nostre strutture e la mancanza di spazi in Università. Parallelamente alla campagna abbiamo attivato dei tavoli di confronto con la direzione edilizia di UniTo e con i direttori dei vari dipartimenti per la ridefinizione degli spazi di Palazzo Nuovo, della nuova palazzina Aldo Moro, del Campus Luigi Einaudi e degli spazi di economia e psicologia, con l’obiettivo di aumentare e di migliorare gli spazi a disposizione degli/delle studenti, come aule studio, aule di lezione, lunchroom e zone di socialità.
Ad Economia abbiamo già ottenuto i primi risultati, garantendo la copertura del passaggio pedonale fra i poli, e l’aggiunta di nuove postazioni di studio collettivo e aule studio.

Cosa vogliamo fare  

  • Per quanto riguarda i dipartimenti della Scuola di Scienze, sebbene la prospettiva di un nuovo polo possa apparire allettante, ci stiamo attivando per garantire la presenza di aree vivibili e a misura di studente, un adeguato ed efficiente servizio di trasporto pubblico e, soprattutto, aule e laboratori sufficienti per poter eliminare il numero chiuso nei dipartimenti scientifici, senza quindi cedere a enti privati alcuno spazio utile a tutte e tutti. Questo non solo nel polo di Grugliasco, ma anche negli spazi che verranno redistribuiti in zona San Salvario, nei quali è tanto importante la messa in sicurezza, quanto la riorganizzazione. 
  • Per la nuova Palazzina di Biotecnologie, in comune con i dipartimenti medici, vogliamo garantire spazi adeguati per gli/le studenti.
  • Ad Informatica, data la gravità estrema della condizione degli spazi del dipartimento, ci muoveremo per provare a trovare una soluzione transitoria per spostare le lezioni del futuro primo anno in altre strutture, cercando nel frattempo risposte stabili e durature: nessun polo periferico deve essere lasciato indietro!
  • Per quanto riguarda Lingue, Psicologia, Studi Umanistici e Economia, continueremo le trattative con l’ateneo e presenzieremo ai tavoli di lavoro con la logistica d’ateneo, per ottenere lunchroom con microonde a norma, spazi di aggregazione studentesca, spazi di studio autogestito e autonomo.

About Studenti Indipendenti

Siamo gli studenti e le studentesse dei collettivi universitari di Torino, ci battiamo per un'Università pubblica e di qualità, contro qualsiasi forma di repressione e sfruttamento, per una società anti-razzista, anti-sessista, anti-fascista, libera ed egualitaria. In università, in città, servi/e di nessuno!

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