Collettivo Riserva Culturale – Programma elettorale 2019

Il nostro programma in formato PDF

CHI SIAMO?

Il Collettivo Riserva Culturale è un gruppo di studenti che condividono la visione di una società e di un’università inclusiva, antifascista, antirazzista ed antisessista. Il Collettivo Riserva Culturale fa parte del coordinamento di collettivi universitari Studenti Indipendenti, presente da 10 anni nell’università di Torino, dentro e fuori gli organi di rappresentanza. Il collettivo,  attraverso azioni e vertenze portate avanti insieme a* studenti, ha garantito 8 appelli all’anno, il mantenimento della sessione di novembre, la gratuità del percorso preparatorio per l’accesso all’insegnamento; ha preteso ed ottenuto spazi per l* studenti di scienze umanistiche; si è fatta promotrice di iniziative come cicli di incontri e serate musicali; ha creato spazi di produzione culturale come la rivista “La ginestra”.

DIDATTICA

Abolizione delle sessioni d’esame

Tutt* conosciamo lo stress, la tensione, l’ansia del periodo della sessione esami. Per uno o due mesi passiamo tutte le nostre giornate in sale studio affollatissime; giornate intere passate a studiare, la vita quasi messa in stand-by, perché si è costrett* a dare il maggior numero di cfu nell’arco di uno o due mesi, rischiando altrimenti di andare fuori-corso o di perdere la borsa di studio. In un’università che riconosce esclusivamente la velocità, la produttività, la prestazione, l’efficienza, noi crediamo che abolire le sessioni di esame possa essere un grande passo avanti rispetto al modo in cui l* studenti vivono l’università, rispetto alla possibilità di conciliare tempi di studio e tempi di vita in tutti i mesi dell’anno, rispetto alla possibilità di non viversi gli esami come un momento di grande stress e tensione. Vogliamo quindi che l* professor*, una volta concluse le lezioni, fissino appelli ogni mese, senza concentrarli in determinati periodi dell’anno. Inoltre, vogliamo che l* professor* iniviino a l* studenti iscritt* all’appello l’orario di colloquio in base all’ordine di prenotazione, in modo che quest* sappiano esattamente il giorno e l’ora in cui verranno interrogati. Un cambiamento del genere darebbe la possibilità a l* studenti di autogestire l’organizzazione del proprio studio in base ai propri tempi di vita, ridurrebbe ansia e stress da accumulo di esami in sessione, ridurrebbe il problema delle aule studio congestionate in specifici periodi dell’anno.

Laboratori e seminari

Vogliamo implementare la possibilità di svolgere seminari e laboratori, anche autogestiti, durante e oltre l’orario di lezione, al fine di scardinare una modalità di insegnamento ancora troppo frontale e refrattaria al dibattito con l* studenti. Vogliamo che siano sviluppate forme di didattica alternativa anche al fine di diffondere saperi non normati, femministi, non eurocentrici.

Connessione tra formazione e lavoro

Crediamo che sia necessario ripensare la connessione tra formazione e mondo del lavoro, ad oggi finalizzata all’adeguamento del percorso accademico a un mondo del lavoro sempre più precario. Noi vogliamo che i saperi elaborati in università siano finalizzati a un miglioramento dell’esistente, che lo sviluppo di competenze e conoscenze sia orientato da una valutazione politica riguardo le conseguenze che queste potrebbero avere nella società. Soprattutto per chi studia materie umanistiche, la scelta tra lavoro applicativo e lavoro cognitivo non deve essere l’unica possibile perciò le forme di avviamento al lavoro devono rispettare la pluralità e l’eterogeneità dei desideri de* studenti. Vogliamo quindi tirocini all’interno dei quali le mansioni siano adatte al percorso formativo dell* studente. Stiamo anche lavorando sul percorso per l’accesso all’insegnamento, puntando a renderlo gratuito e accessibile a tutt*.

SPAZI

All’incirca cinque anni fa, dopo la chiusura dei piani alti e interrati di Palazzo Nuovo, a causa di amianto rilevato nelle pavimentazioni e nelle serrande, il polo umanistico vive disagi quotidiani legati all’assenza di spazi sufficienti per la didattica, per gli uffici, per le esigenze alimentari e di pausa degli/delle studenti. Da anni come collettivo chiediamo lunch room in cui l* studenti possano scaldarsi il cibo, mangiarlo seduti/e su tavoli e sedie, evitando di consumare i propri cibi nei corridoi, sulle scale e in altri spazi freddi, angusti e inadatti. Pretendiamo che vengano al più presto aperti spazi polivalenti in cui l* studenti possano rilassarsi, socializzare e studiare in gruppo. Chiediamo investimenti per l’aumento delle aule di lezione, anche attraverso una riorganizzazione degli orari delle lezioni.

Non possiamo inoltre non notare la fatiscenza generale dello stato dell’edilizia in cui versa Palazzo Nuovo. Non vogliamo vivere in un contesto non sicuro in cui infiltrazioni d’acqua, scrostamenti di intonaci, inefficienza dei servizi generali sono normalità. Vogliamo una cura degli spazi universitari che preveda investimenti per la prevenzione e la piccola manutenzione.

In tutti questi anni come collettivo e come rappresentanti negli organi di rappresentanza periferici di palazzo Nuovo e centrali ci siamo impegnati/e per richiedere, sollecitare, monitorare l’operato dell’amministrazione in merito alle tante promesse (mai mantenute) sull’apertura di nuovi spazi per l* studenti e sull’adeguamento dei servizi.

About Studenti Indipendenti

Siamo gli studenti e le studentesse dei collettivi universitari di Torino, ci battiamo per un'Università pubblica e di qualità, contro qualsiasi forma di repressione e sfruttamento, per una società anti-razzista, anti-sessista, anti-fascista, libera ed egualitaria. In università, in città, servi/e di nessuno!

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