Città – FAI LA DIFFERENZA! Elezioni 2019

Città

Crediamo in un’Università capace di influenzare l’ambiente circostante e che si preoccupi di partecipare al processo trasformativo della città, migliorandone diversi aspetti.

Il sapere non dev’essere statico e neutro, ma uno strumento nelle mani di tutti/e. L’Università deve, quindi, interrogarsi su come cambiare attivamente la città, ma anche su come la modifica indirettamente, attraverso la propria presenza. Negli ultimi anni, con l’aumento di studenti fuorisede, è iniziato un processo di trasformazione di quartieri interi, legato ai servizi di cui necessitano gli/le studenti, dagli affitti a tutto ciò che riguarda lo svago e la vita serale.

L’Università e la città hanno deciso di non occuparsi di questi cambiamenti, indirizzandoli verso enti privati, che considerano primariamente le proprie esigenze di guadagno e non quelle sociali, senza agire in un’ottica di libero accesso ai servizi e tutela dei/delle più bisognosi/e. Infatti, alle residenze Edisu vengono sostituiti campus privati, il mercato degli affitti diventa sempre più inaccessibile agli/alle studenti, il continuo processo di gentrificazione ha permesso una “ghettizzazione del degrado” e la movida serale è stata normata, e non gestita, dalle ordinanze comunali.

Affitti

Per via di politiche urbanistiche che fanno della supposta riqualificazione dei quartieri, in ottica speculativa, la principale ragione di orgoglio e investimento, ci troviamo a subire un mercato degli affitti in costante aumento: trovare un alloggio e trovarlo a un prezzo sostenibile è sempre più difficile e, troppo spesso, ci ritroviamo senza alcuna tutela: basti pensare agli affitti in nero, senza contratti e garanzie, ancora molto diffusi.

Le risposte offerte in termini di residenzialità dalle amministrazioni sono insufficienti e non esiste un reale impegno da parte di EDISU (Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario), dei Comuni e della Regione in tal senso: i posti nelle residenze pubbliche non coprono le necessità di tutti coloro che hanno bisogno di un alloggio e, all’interno di queste, esistono enormi problemi gestionali e di vivibilità, ragioni per le quali lavoriamo da anni insieme ai/alle rappresentanti di ogni residenza.

Allo stesso tempo, proliferano nuove residenze private, simili a residence di lusso, a prezzi assolutamente inaccessibili a studenti in difficoltà economiche.

Sono necessarie, perciò, politiche collaterali all’offerta di residenzialità dell’EDISU che supportino chi studia e vive a Torino, soprattutto se in difficoltà economica e se fuorisede, e chi, in generale, versa in condizioni di precarietà.

In questi due anni, come rappresentanti degli/delle studenti, siamo riusciti/e a ottenere quanto proposto nel programma elettorale precedente: è stato istituito un fondo rotativo per supportare borsisti/e non beneficiari/e nell’affrontare le onerose spese di un affitto privato.

Da quando siamo riusciti a far partire questo importantissimo servizio abbiamo immediatamente rilevato una buona risposta da parte della popolazione studentesca, tuttavia alcune cose possono essere ancora implementate per un’efficacia e una fruibilità ancora più capillari.

In primo luogo, lavoreremo affinché sia rimosso il limite che consente di accedere al fondo una sola volta.
In secondo luogo, devono essere assolutamente più efficienti  e tempestivi i tempi di pubblicazione del bando e i tempi amministrativi che consentano a chi studia di presentare la richiesta di accesso al fondo. I/le nostri/e rappresentanti nell’Assemblea Regionale per il Diritto allo Studio hanno già presentato una mozione ufficiale per lavorare su questi tre punti, nella speranza di risolvere la questione già all’inizio del prossimo mandato elettorale.

Attraverso gli organi preposti, dunque, oltre a proseguire il nostro lavoro per una residenzialità funzionale e accessibile, continueremo a proporre, come già sperimentato, con ottimi risultati, negli ultimi due anni, l’attivazione di un servizio coordinato tra Unito, Polito, Università del Piemonte Orientale ed Edisu, al fine di attivare uno sportello online di incontro tra domanda e offerta di alloggi privati che rispettino determinati standard minimi di qualità e servizio, parallelamente a prezzi calmierati dei canoni di locazione e una consulenza legale gratuita, messa a disposizione per tutelare gli/le studenti al momento della stipula dei contratti e per qualsiasi eventuale consulenza legale necessaria.
Tramite questo sportello si prevedono anche tour virtuali degli alloggi e la stipula dei contratti online, favorendo così chi proviene dall’estero o da fuori dalla Regione Piemonte.

Cultura

Crediamo che ogni forma di cultura vada valorizzata e tutelata attraverso maggiori investimenti pubblici, sia quando inserita nelle forme più classiche dei musei, cinema, teatri, laboratori artistici e mostre, sia in espressioni meno tradizionali e formali come installazioni, performance e street art.

Inoltre, spesso, il lavoro nell’ambiente culturale non è riconosciuto e, quando lo è, il/la lavoratore/trice versa in condizioni precarie e poco tutelanti.

Per queste ragioni, negli scorsi anni, abbiamo collaborato con “Mi riconosci? Sono un professionista dei Beni Culturali”, uno spazio di confronto e di coordinamento tra giovani inseriti/e nel mondo dei beni culturali, prima e dopo la laurea, che si batte per la valorizzazione e il riconoscimento delle professioni legate ai beni culturali.

A Torino l’anno scorso, abbiamo presentato  una proposta nazionale di regolamentazione del lavoro culturale, per porre un freno alla sempre più dilagante normalizzazione in quest’ambito del lavoro gratuito e del volontariato e, durante quest’autunno, si è svolta a Roma la prima manifestazione nazionale dei/delle lavoratori/trici nei beni culturali di tutta Italia.

In Università, nel corso di studio in beni culturali, attraverso i/le nostri/e rappresentanti, ci siamo confrontati con i/le docenti  riguardo al sostegno e alla sottoscrizione del Plac (Patto per il Lavoro Culturale) per la “regolamentazione dell’accesso alle professioni e una valorizzazione dei titoli di studio del settore” e abbiamo lavorato alla possibile introduzione di un tirocinio curricolare, fortemente sentito dagli e dalle studenti come necessario, con maggiori tutele, formatività, e il cui accesso sarebbe paritario.

Inoltre, da anni, sosteniamo dal suo interno il Consiglio degli Studenti che, ogni anno, utilizza una parte consistente dei fondi a propria disposizione per la distribuzione dell’abbonamento musei a prezzo notevolmente ridotto per studenti e dottorandi/e.
Iniziative come queste sono importanti, ma non sufficienti, perché non rivolte alla totalità della popolazione studentesca e non solo.

Riteniamo, infatti, che accedere liberamente alle fonti dirette delle proprie materie di studio e a ogni altro spazio culturale sia fondamentale per arricchire la propria formazione e crescita individuale: vogliamo che ogni forma di spesa per under 26, studenti o meno, venga abbattuta, a cominciare da prezzi ridotti e rimborsi delle tessere museo.  

L’obiettivo a cui tendere è l’accesso gratuito alla cultura come parte integrante del welfare studentesco e come diritto all’autoformazione e alla conoscenza per tutti/e i/le giovani, attraverso fondi integrati di Università, Comune e Regione.

Sport

L’attività motoria è un aspetto della vita di uno/a studente importante, dal punto di vista della salute, della crescita personale e dell’aggregazione.

Crediamo, quindi, che l’Università debba impegnarsi per migliorare l’accessibilità e la qualità dell’offerta di corsi e strutture sportive, aumentando quelle a disposizione e per agevolare la fruizione  dell’informazione sull’offerta sportiva proposta tramite il Comitato Universitario per lo Sport (CUS). É necessario, inoltre, garantire una maggiore trasparenza dell’organo stesso, dove i/le rappresentanti sono solamente uditori/trici e i contatti con privati numerosi.

Pensiamo, infine, che sia anche molto interessante la promozione di attività sportive autogestite e aggregative, di approfondimento culturale su fenomeni legati ad alcuni mondi sportivi e l’utilizzo dello sport come veicolo di valori quali l’inclusione, la valorizzazione delle diversità e la non performatività dei corpi.

Movida

La movida torinese gravita intorno a quattro poli principali, ossia quelli di San Salvario, Vanchiglia, Quadrilatero romano e Piazza Vittorio, con costi spesso inaccessibili o, se bassi, perché legati a prodotti di scarsa qualità.

Questo è, principalmente, il risultato di anni di scelte politiche del Comune di Torino atte a concentrare tutta la vita notturna della città in luoghi ritenuti più controllabili, con risultati estremamente negativi, come la perdita di una peculiare scena artistico-musicale che Torino ha storicamente vantato, nata in luoghi simbolo come i Murazzi.

Questo processo ha portato a una movida finalizzata al mero consumo di alcolici, senza prospettive di inclusività urbana, ricerca culturale e sostenibilità ambientale.

Inoltre, la centralizzazione della vita notturna ha reso necessario per chi vive in periferia un servizio di trasporto capillare e con un  numero di corse adeguato: a Torino, il servizio di corse notturne “Night Buster” è insufficiente, mal progettato nel percorso e presente solo nei weekend.

Siamo fortemente convinti che la movida non sia una questione di ordine pubblico e decoro urbano, ma un valore aggiunto che va preservato e alimentato.

Per queste ragioni, l’ordinanza anti movida, poi diventata regolamento comunale, non è una risposta adeguata ai disagi che può creare la vita notturna: il proibizionismo e la ghettizzazione non sono misure che possono funzionare, ma solo ingigantire, spostare e nascondere alcuni fenomeni.

E’ necessario, perciò, permettere di vivere la propria vita notturna a chi lo desidera e, contemporaneamente, equilibrare le esigenze dei/delle residenti, giovani e meno giovani, con soluzioni reali, come l’aumento dei luoghi in cui sia possibile stare la sera, dell’offerta culturale e delle tratte notturne, soluzioni per le quali il Comune di Torino deve impegnarsi con politiche attive e investimenti, non con regolamenti per nascondere o dislocare il problema.

About Studenti Indipendenti

Siamo gli studenti e le studentesse dei collettivi universitari di Torino, ci battiamo per un'Università pubblica e di qualità, contro qualsiasi forma di repressione e sfruttamento, per una società anti-razzista, anti-sessista, anti-fascista, libera ed egualitaria. In università, in città, servi/e di nessuno!

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