Ci siamo SPAZIentiti!

Torino città universitaria, Torino post-industriale, come viene raccontata, come è in realtà.

Negli ultimi trent’anni, in concomitanza con la crisi e la trasformazione del sistema produttivo fordista, Torino si è dovuta confrontare con un radicale cambio d’identità. Una città sincronizzata con i turni di fabbrica della Fiat e delle altre industrie, le cui politiche urbanistiche erano legate esclusivamente all’offerta di spazi abitativi per i flussi migratori di lavoratori, si è trovata all’alba degli anni ’80 a ripensare la propria vocazione. Torino ha cercato di rilanciare la propria immagine puntando su cultura e turismo. Sul fronte turismo l’apice si è raggiunto con le olimpiadi e la “riqualificazione” del centro storico e di alcuni quartieri. Per quanto riguarda la cultura abbiamo assistito al moltiplicarsi di grandi eventi oltre che alla promozione di attività museale tramite l’azione delle fondazioni e con conseguente ridimensionamento del ruolo del pubblico.

Negli ultimi anni l’ultima metamorfosi della Città ha assunto la forma di Torino Città Universitaria, ovvero una Città incentrata sulla popolazione Universitaria e sull’indotto sociale economico ad essa correlato. Il progressivo aumento della popolazione studentesca ha provocato una progressiva sostituzione demografica in alcuni quartieri a ridosso del centro, ad esempio Vanchiglia, San Salvario, Cenisia-San Paolo, Quadrilatero, Aurora, influenzando il mercato degli affitti e l’offerta di servizi commerciali qui presente (locali, pub, cibo da asporto). Questa sostituzione non si è però accompagnata ad un adeguato intervento di pianificazione degli spazi di socialità e dei servizi rivolti alla cittadinanza all’infuori del circuito economico. Molti quartieri, pur avendo al loro interno sedi universitarie (asse corso Unione Sovietica), sono attualmente privi di qualsiasi forma di spazio sociale e di offerta culturale.

Azione a Palazzo Nuovo per l’ottenimento di lunch room

Non solo, buona parte delle sedi universitarie stesse sono ad ora prive di una reale attenzione alle esigenze della popolazione studentesca che vanno oltre il semplice frequentare lezioni e sostenere esami (lunchroom, mense, spazi di aggregazione, aule studio, strutture sportive).

Molto spesso nel dibattito sugli spazi universitari ci si dimentica delle residenze studentesche, alcune estremamente decentrate rispetto il centro città, prive di servizi che permettano la facilità d’accesso ai poli universitari e ai servizi annessi. 

Risulta quindi necessario un avvio di politiche orientate a fornire spazi modellati sulle esigenze delle persone piuttosto che sul semplice erogare didattica e obliterare CFU. Spazi pubblici, aperti e condivisi, liberi da logiche di profitto e consumo. Questi spazi risulterebbero un servizio non solo per la popolazione studentesca, ma soprattutto per l’intera cittadinanza.

Fotopetizione contro la chiusura della mensa Borsellino

Con la crescita della popolazione universitaria nei due Atenei di Torino, è stata necessario un ampliamento delle sedi e dei poli sul tessuto cittadino, questo però ha seguito la disponibilità commerciale e raramente un’ottica urbanistica che ragioni su necessità e bisogni degli studenti. Sono così fiorite le sedi periferiche ed extrametropolitane che se da una parte sembrano voler coinvolgere l’intera città nel processo di cambiamento post-industriale, nella maggior parte dei casi però questo decentramento risulta nella creazioni di tante “cattedrali nel deserto”. Le sedi di Grugliasco e di Orbassano sono oggi servite in modo insufficiente dal trasporto pubblico e per le studentesse e gli studenti di questi poli l’utilizzo dell’automobile è un obbligo. Questi poli periferici sono spesso esclusi dalle varie iniziative promosse dall’Università e le attività aggregative e culturali sono pressoché sempre demandate all’iniziativa delle associazioni studentesche presenti. Ancor più che in Centro, in queste sedi non è presente alcuna forma di integrazione tra la popolazione universitaria ed extra-universitaria, che vivono in mondi totalmente isolati, venendo meno a quella che dovrebbe essere una delle prime missioni dell’Università, ovvero una ricaduta diretta e mutualmente arricchente sulla cittadinanza.

E’ necessario avviare un piano di mobilitazione e azione tra comunità studentesca, Università e quartieri per creare una “città universitaria” reale, aperta, capillare e sostenibile. Nella retorica di Torino Città Universitaria vogliamo aprire una riflessione e un’azione per rimettere in discussione il ruolo dell’Università, capace di calarsi in un contesto cittadino eterogeneo, per dare una spinta propulsiva alla costruzione di una città inclusiva e solidale, partendo dagli spazi universitari e cittadini, fondamentali per contrastare la parcellizzazione studentesca e sociale.

Vogliamo tutto! Ci siamo spazientiti!

 

SI – Studenti Indipendenti

 

About Studenti Indipendenti

Siamo gli studenti e le studentesse dei collettivi universitari di Torino, ci battiamo per un'Università pubblica e di qualità, contro qualsiasi forma di repressione e sfruttamento, per una società anti-razzista, anti-sessista, anti-fascista, libera ed egualitaria. In università, in città, servi/e di nessuno!

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