Antirazzismo – FAI LA DIFFERENZA! Elezioni 2019

Antirazzismo: dall’Università contro le politiche razziste

Crediamo che la formazione possa e debba essere uno degli strumenti d’accoglienza e integrazione degna, per questo richiedenti asilo e soggetti migranti devono poter accedere all’Università senza alcuna restrizione.  

Vogliamo che l’Università metta a disposizione strumenti di assistenza reali, inclusivi e solidali per queste persone, la cui esistenza è messa a repentaglio dagli attacchi perpetrati dalle leggi razziste che si stanno succedendo nel nostro Paese (le ultime: la legge Minniti-Orlando e la legge sicurezza e immigrazione). Ad oggi al compimento dei 18 anni i minori richiedenti asilo, nell’attesa del riconoscimento successivo, sono esclusi dalla formazione e lasciati in un limbo. Inoltre, ci sembra assurdo che da normativa nazionale gli/le studenti con permesso di soggiorno per studi non possano lavorare più di 20 ore alla settimana, perché si ritiene che il permesso per studi possa diventare un pretesto per riuscire a raggiungere l’europa per motivi economici: come per qualsiasi studente con cittadinanza UE, mantenere i propri studi non è scontato e un’imposizione del genere, senza una borsa di studi garantita a tutti/e, non permette il libero accesso agli studi.

Chiediamo che anche il nostro Ateneo si esprima contrario alle leggi che escludono dalla formazione persone migranti in attesa del riconoscimento di uno status che gli/le permetta la permanenza regolare in Italia dal momento che la burocratizzazione e l’irrigidimento dei requisiti producono lunghi periodi di incertezza per le persone migranti, periodi in cui non è giusto che le loro vite vengano messe in attesa!

Potenziamento della sportellistica per studenti stranieri e richiedenti asilo

La nostra Università offre un servizio di supporto per il permesso di soggiorno, ossia un supporto amministrativo per l’adempimento delle pratiche relative al rilascio del visto e del permesso di soggiorno, alla dichiarazione di equipollenza e a tutti gli altri ostacoli burocratici che costituiscono un peso aggiuntivo per studentesse e studenti stranieri. Lo sportello dove viene erogato questo servizio si trova all’interno degli spazi della Segreteria Studenti di via Sant’Ottavio 17/4, sede amministrativa che si occupa di tante e diverse procedure. Crediamo che inserire un servizio così specifico e fondamentale per la vita delle/degli studenti migranti all’interno di uno sportello che si occupa soprattutto di pratiche generiche sia inefficiente e che vada a creare ulteriore confusione per le persone che devono seguire delle procedure burocratiche molto complesse.

Riteniamo necessaria la creazione di uno sportello ad hoc con personale formato in maniera specifica sulle procedure burocratiche e amministrative di rilascio del visto o del permesso di soggiorno. Riteniamo necessario, inoltre, che l’Università assuma figure specificatamente formate che seguano personalmente ogni richiedente i documenti per tutto l’iter burocratico come interpreti e traduttori nella compilazione dei moduli e agli sportelli.

Unito ed Edisu si devono dotare di strumenti ad hoc al fine di comunicare e assistere al meglio gli/le studenti stranieri/e negli iter burocratici, sia in termini di potenziamento della sportellistica, sia in termini di guide online in lingua straniera.

Accessibilità alle informazioni e supporto alla didattica  

È evidente come studentesse e studenti non italofoni siano penalizzati nel navigare nel mare della burocrazia universitaria, e quindi nell’accesso ai servizi.

Oltre a cinese e inglese, il sito della nostra Università dovrebbe poter essere letto anche in francese, spagnolo e arabo, per migliorarne l’accessibilità.

Noi stessi nei prossimi anni vorremmo tradurre le nostre controguide, che tutti gli anni distribuiamo all’inizio dell’anno, in altre lingue.

Didattica e supporto alla didattica

È fondamentale prendere in considerazione il gap linguistico che molti/e studenti non italofoni/e devono affrontare nell’intraprendere la propria carriera accademica. Per questo monitoreremo per fare in modo che tutti i contenuti fondamentali per la vita dello/a studente (programmi dei  corsi, regolamenti didattici e regolamento tasse) siano forniti almeno in versione bilingue italiano-inglese.

Saperi non eurocentrici ed Erasmus

Spesso il mondo della cultura e dell’istruzione viene invocato come uno degli antidoti più potenti al razzismo. Ad oggi, è invece proprio il mondo dell’istruzione a contribuire a formare una mentalità colonialista, insegnando la storia come se fosse un romanzo di cui l’uomo bianco è il protagonista e presentando le altre culture e società come bizzarrie esotiche. Per questo è fondamentale non solo aprire nuovi corsi che diano spazio e voce ad altre storie e altre culture, ma anche un cambio di paradigma nel metodo d’insegnamento che offra percorsi di studio in grado di andare oltre il punto di vista monolitico dell’uomo bianco.

Riteniamo anche che il percorso Erasmus da e per paesi extra UE vada potenziato, sia per l’importanza di confrontarsi con culture diverse, sia per ampliare le potenzialità degli scambi internazionali. Vorremmo che l’università di Torino aderisse al Programma Erasmus+ International Credit Mobility, coordinato dall’Università di Siena, che offre l’opportunità di borse di mobilità accademica per studenti, insegnanti e mobilità del personale, che quest’anno ha permesso a uno studente italiano di andare in Erasmus in Palestina.

Vorremmo inoltre che l’Università di Torino stringesse nuove convenzioni con paesi extra UE che facilitino il movimento degli studenti e dei professori e che siano in grado di arricchire le esperienze  e le conoscenze degli studenti. Queste convenzioni sono ad oggi strette con alcuni paesi che portano avanti guerre ingiuste

Difesa della libertà di ricerca e di insegnamento

E’ ormai conclamato che la morsa del ritorno dei nazionalismi si stia stringendo anche attorno al mondo della formazione. Da Ungheria, Turchia, Brasile e troppi altri paesi dove l’estrema destra è tornata al governo torniamo a sentire notizie di docenti che hanno perso il posto per non essersi allineati al governo, di libri di testo rimodellati per rispecchiare i deliri eteropatrarcali e nazionalisti del potere, corsi di laurea chiusi perchè pericolosi per chi comanda. Per questo chiediamo che nei suoi piani di reclutamento, l’Università riservi particolare attenzione a personale ricercatore e docente proveniente da paesi che limitano la libertà di ricerca e di insegnamento, in particolare nella quota di visiting professors.

About Studenti Indipendenti

Siamo gli studenti e le studentesse dei collettivi universitari di Torino, ci battiamo per un'Università pubblica e di qualità, contro qualsiasi forma di repressione e sfruttamento, per una società anti-razzista, anti-sessista, anti-fascista, libera ed egualitaria. In università, in città, servi/e di nessuno!

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