Anche ad Economia ci siamo SPAZIentiti!

La facoltà di Economia è l’esempio lampante di come il sistema universitario si sia ridotto ad una semplice fabbrica di lauree, dove gli studenti rappresentano componenti della catena di montaggio che ha come solo scopo la certificazione del titolo di dottore. L’università è diventata un lungo di passaggio dove ricevere numeri che attestino il valore presunto di uno studente e dove la crescita personale dei singoli individui passa in secondo piano rispetto al valore dei voti. L’università non deve essere un solo luogo di studio, ma un percorso di crescita personale.

L’ingresso della facoltà di Economia

Nella sede di economia però non è solo questo il problema, infatti riducendo l’analisi al solo percorso didattico si evidenzia l’impossibilità degli studenti di usufruire di una struttura adatta ai loro bisogni.

L’università non presenta requisiti essenziali per poter essere definita tale, infatti nella struttura manca:

  • MENSA E LUNCH ROOM: Non vi è uno spazio per mangiare, né un servizio adeguato di ristoro. Gli studenti si ritrovano a mangiare nei corridoi, violando ogni norma igienica. Come è pensabile stare al passo con le lezioni se non è possibile fare un pasto decente dentro l’università? Mangiare di fretta, in piedi, un pasto freddo non aiuta gli studenti a ricaricarsi per la lezione successiva o per l’ora di studio che gli attende. Nella struttura mancano i tavoli e le attrezzature necessarie per consumare pasti portati da casa.
  • AULE STUDIO: All’interno della struttura mancano gli spazi fisici da dedicare allo studio. La biblioteca ospita circa 200 studenti, l’aula studio è piccola e non permette la concentrazione necessaria. Gli iscritti alla facoltà sono circa 9000 e si ritrovano nell’impossibilità di stare nella struttura per mancanza di posti. Considerando inoltre la lontananza della facoltà rispetto al centro della città, questa inadeguatezza degli spazi comporta uno spreco di tempo e di energia per gli spostamenti e per trovare un luogo adatto allo studio.
  • AULE INADEGUATE: Le aule utilizzate sono inappropriate rispetto al numero di iscritti alla facoltà, il problema riguarda soprattutto gli studenti del primo anno che non possono seguire le lezioni a causa del numero ridotto dei posti in aula. Nel corso di economia aziendale gli studenti sono stati divisi in diversi gruppi che si alternano per usufruire dell’aula, questo comporta che gli studenti non hanno pari opportunità avendo docenti diversi.
  • SPAZI DI AGGREGAZIONE: In tutta la struttura non vi è un solo spazio da dedicare all’aggregazione di gruppi. Gli studenti non possono vivere l’università, non possono conoscere altre persone e ad essi viene precluso il diritto di crescere.
  • SPAZI GENERALI: Nella struttura non ci sono spazi in cui sostare tra una lezione e un’altra o semplicemente spazi in cui stare in quanto studenti della facoltà.

Oltre alla mancanza di tutti i servizi necessari ad uno studente, occorre porre l’attenzione sulla posizione della facoltà. Il polo è distante dal centro e isolato da tutto, gli studenti si ritrovano a vivere una situazione inaccettabile perché non solo non possono stare nell’università per mancanza di spazi, ma non hanno neanche un posto dove recarsi al di fuori. La vita universitaria si riduce quindi ad un continuo e stressante spostamento tra il polo didattico e il resto del mondo.

Le difficoltà sorte dalla mancanza di spazi portano anche al problema del numero chiuso che potrebbe essere reintrodotto proprio a causa della mancanza di posti dove collocare gli studenti.

AdE – Assemblea di Economia

 

About Studenti Indipendenti

Siamo gli studenti e le studentesse dei collettivi universitari di Torino, ci battiamo per un'Università pubblica e di qualità, contro qualsiasi forma di repressione e sfruttamento, per una società anti-razzista, anti-sessista, anti-fascista, libera ed egualitaria. In università, in città, servi/e di nessuno!

I commenti sono chiusi