Magnifico Rettore, Gentili Ospiti,
L'inaugurazione dell'Anno Accademico è una cerimonia rituale con cui l'Università mostra a sé stessa e alle istituzioni del territorio la permanenza di quella tradizione pluricentenaria che raccoglie attorno ai “luoghi del sapere” le giovani generazioni, tramandando conoscenze, valori e principi. Per loro natura le ricorrenze istituzionali come questa tendono a permearsi di un sentimento di rassicurante e immobile normalità. Pare che tutto dentro l'Università si riproduca uguale a se stesso, semplicemente con le necessarie innovazioni e con quei “sacrifici” di cui ovunque si parla. In quanto unica voce istituzionale della compagine studentesca, solitamente esclusa sia dai riflettori che dai luoghi decisionali, in questa sede mi farò portatore del sentimento diffuso e condiviso di come tutto questo non sia più vero. La Legge Gelmini, che abbiamo aspramente contestato, ha modificato profondamente la nostra università e sarebbe ipocrita non ricordare le ferite che si sono aperte all’interno della comunità universitaria durante il processo di riscrittura dello Statuto. Ferite che, è giusto ricordarlo, rimangono aperte.
Gentili sindaco Fassino e assessore Pellerino,
è con con costernazione che siamo qui a scrivervi questa lettera in risposta alla vostra odierna in cui esprimete preoccupazione per la questione del Diritto allo Studio in Piemonte. Siamo felici di questa improvvisa presa di coscienza, anche se ci preme farvi notare da quanto tempo gli studenti e i borsisti che vivono in questa regione, e che voi pretendete essere parte di una grande comunità (“Torino città universitaria” appunto), strepitano per ricordarvelo: quando a dicembre, venimmo a chiederle, sindaco, durante l'incontro con i Magnifici Rettori, il presidente della Regione Cota e il presidente della Provincia Saitta, di intervenire in merito alla questione, ci venne risposto qualcosa che a distanza di tempo ci suona più come un “i soldi si trovano, andate.” A novembre aveva detto che, di certo, non si poteva tagliare sulle borse di studio. Ora finalmente fa un passo deciso, prende una posizione: purtroppo, tuttavia, si limita a chiedere ad altri- regione, provincia, atenei, fondazioni private e imprese- una chiara politica per sanare la situazione del diritto allo studio in Piemonte. A questo punto, vorremmo chiedere: qual è il reale apporto che il comune sta offrendo per la soluzione della vicenda? C'è un effettivo interessamento oltre a quest'insipido articolo?
Perché, sindaco, la situazione è critica e questo, come lei stesso saprà, non volge di certo a favore della città nè tantomeno a favore dei due Atenei cittadini. La invitiamo personalmente a provare questo gioco: prenda la classifica dei mega atenei(superiori a 40.000 iscritti) elaborata dal Censis (http://universando.com/Classifica_universita.htm )e immagini al minimo il voto dell'università di Torino e del Politecnico; veda a che punto i nostri Atenei si posizionerebbero in quel caso. Per di più, consideri che l'internazionalizzazione del Politecnico e la sua capacità attrattiva dalle altre regioni subirebbe un grave contraccolpo in presenza di una così drammatica situazione del DSU: non vorrà mica doversi rimangiare la sua esultanza del luglio scorso, quando il Politecnico passò in testa nella classifica nazionale? (http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/07/19/news/il_poli_diventato_leader_grazie_al_gioco_di_squadra-19302041/ )
Riportiamo qui di seguito il comunicato proposto da noi e approvato all'unanimità dal Senato Studenti del 17 Gennaio:
"Fino a oggi il Piemonte è stata una delle poche Regioni italiane in cui venivano assegnate le borse di studio a tutti coloro che ne avevano diritto, garantendo così in maniera esemplare il diritto allo studio riconosciuto dalla Costituzione (art. 34). Alla grave situazione economica hanno fatto seguito precise scelte politiche della Giunta Regionale guidata da Roberto Cota, che ha deciso quest’anno di ritrattare l’erogazione dei finanziamenti previsti per l’EDISU, l'ente regionale che offre numerosi servizi destinati a tutti gli studenti, in particolare borse di studio, residenze universitarie e mense. Attualmente solo il 30% degli idonei ha ricevuto la prima rata della borsa di studio mentre al bilancio del Consiglio di Amministrazione dell'EDISU per la seconda di quest’anno e per la prima del prossimo risultano fondi pari a zero: i consiglieri hanno ritenuto irricevibile un simile bilancio e l'hanno rifiutato in due occasioni. Pertanto da quest'anno 8000 su 12000 studenti non riceveranno la borsa a cui hanno diritto (ex articolo 34 cost.). Inoltre lo stesso EDISU corre il serio rischio di essere commissariato se non verranno concessi adeguati finanziamenti entro pochi mesi, con conseguenze catastrofiche per l'intero sistema universitario piemontese.
Ottenuta la proroga per la presentazione del piano carriera
A seguito di numerose pressioni da parte degli Studenti Indipendenti, l’Ateneo ha prorogato i termini per la compilazione, l’integrazione o la modifica del piano carriera per l’A.A. 2011/2012 senza pagamento di mora al 31/01/2012. Dal giorno 20 però non sarà disponibile la presentazione on-line a causa di problemi di carattere informatico, ma ogni modifica o integrazione dovrà essere effettuata presso le segreterie studenti di riferimento.
Inoltre ricordiamo che entro e non oltre il 24 Febbraio 2012 è consentita la presentazione o la modifica del piano carriera nelle segreterie, previo pagamento della sanzione amministrativa prevista.
Torino, 19 Gennaio 2012 Studenti Indipendenti Al servizio di tutti, servi di nessuno!
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Oggi, 6 febbraio 2011, si è tenuta l'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università degli Studi di Torino, che quest'anno ha visto la presenza, tra gli altri, dei ministri Balduzzi e Fornero.
Non si può iniziare a raccontare la mattinata di oggi senza partire dell'inspiegabile militarizzazione che impediva a chiunque l'ingresso in piazza Bodoni, bloccando ogni accesso con almeno una ventina di mezzi blindati disposti lungo tutte le vie che circondano la piazza.
Gli studenti e i lavoratori, accorsi per contestare la cerimonia, che ritenevano stridente rispetto all'attuale condizione del diritto allo studio e dell'Università pubblica, si sono concentrati in via Andrea Doria. In piazza, insieme ai Borsisti e agli Occupanti di via Verdi 15, siamo scesi per sottolineare il profondo non-sense di questa celebrazione, che nella lussuosa sala del Conservatorio, con sfarzo, ermellini e vesti buone è apparsa, in questo periodo di crisi, assurda e fuori luogo come una festa di non-compleanno.
Ieri pomeriggio, 25 gennaio 2012, alla sede EDiSU di Via Madama Cristina, si è tenuta la Commissione sviluppo, che aveva il compito di iniziare la riscrittura del bando per le borse di studio e il servizio abitativo dal prossimo anno in avanti. Un folto presidio si è radunato in via Madama, tentando di farsi sentire e portare all’attenzione dei consiglieri d’amministrazione l’incresciosa condizione in cui versa il diritto allo studio in Piemonte quest’anno. Dopo aver bloccato la strada, i presidianti hanno richiesto la possibilità di far salire una delegazione per leggere le ragioni della protesta e chiedere al presidente Trabucco, una volta in più, di pronunciarsi pubblicamente e ufficialmente sulla questione, specie dopo il vergognoso comunicato che il Presidente ha rilasciato in settimana sull’occupazione della Residenza Verdi 15. Dopo una lunga e sofferta discussione sulla lacerante opzione di ascoltare una breve comunicazione da parte degli studenti in presidio, Trabucco ha detto, senza mezzi termini, di “andare a bussare a piazza Castello”, che a lui- loro- non importa nulla delle richieste e rivendicazioni degli studenti e dei borsisti presenti al presidio. Si tratta della prima volta che il presidente si sbilancia, negando persino la possibilità di un’udienza agli studenti. Crediamo sia imbarazzante e inaccettabile che il presidente dell’Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario non sia interessato a chiedere qualche cambiamento nello stanziamento dei fondi da parte della Regione, per riscattare la situazione. Trabucco è Presidente di un Ente sull’orlo del baratro e si nasconde al dialogo contro i suoi stessi interessi. La cosa è diventata più irritantemente chiara al termine della seduta della commissione, quando il presidente, preoccupato per il suo sonno, ha provato a seminare i presidianti uscendo in macchina dal retro, protetto dalla polizia come “due signori anziani che vanno a casa, fateli passare”. Trovando un blocco, provando la tentazione di investire i manifestanti, accenna una marcia indietro, salvo poi fermarsi e accusare i presidianti di danneggiare la sua autovettura. Negando istericamente e furiosamente un confronto, torna dentro, lascia la macchina e prova a uscire con nonchalance, ma anche stavolta gli studenti e i borsisti presenti non si sono fatti ingannare. Seguendolo e tentando di consegnare un volantino al Presidente, hanno costretto il povero spaventato Trabucco a nascondersi dietro file di scudi di plastica e una camionetta blindata. Dopo qualche attimo ancora di questo ignominioso gioco a Guardie e ladri, il presidente si è fatto scortare dalla polizia di nuovo alla sua macchina e, con qualche istante di tensione, dovuto alla frenesia e al nervosismo di Trabucco, è riuscito ad allontanarsi in macchina, rifiutando, è bene sottolinearlo ancora, anche solo di ascoltare la lettura di un volantino.
Troviamo ridicolo il comportamento del dott. Trabucco, degno del peggior stereotipo di politicante dalla caratura inconsistente e dalla nomina immeritata disponibile sulla non rosea scena italiana, come reputiamo patetico il tentativo di sottrarsi a un dialogo che in qualche modo sarà costretto a sostenere, perché gli studenti e i borsisti piemontesi non sono disposti a lasciarsi scippare i loro diritti.
Torino, 26 Gennaio 2012
Studenti Indipendenti
Su richiesta dei rappresentanti di Studenti Indipendenti, l'ateneo aveva deciso di permettere agli studenti che hanno riscontrato problemi nella compilazione del carico didattico di poterlo modificare senza pagare la sanzione amministrativa.
Con un comunicato odierno afferma invece che saranno esentati dal pagamento solo coloro che avranno segnalato via email eventuali criticità entro i limiti prestabiliti, cioè entro le ore 24 del 20 gennaio. Invitiamo pertanto tutti gli studenti che, a causa di disfunzioni del sistema S3, non fossero riusciti a completare o modificare il carico didattico, a mandare un'email, segnalando il problema riscontrato, a
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Cosa faranno gli studenti che in questi giorni non sono riusciti a completare o modificare il carico didattico?
L'Ateneo, bisognoso di liquidità finanziarie, farà pagare loro la sanzione amministrativa. Ma tranquilli, nonostante gli 82 mln di tasse universitarie e le svariate migliaia di euro derivanti dalle sanzioni amministrative, i problemi al servizio informatico resteranno.
Con buona pace degli studenti e dei loro problemi.
Torino, 20 Gennaio 2012
SI - Studenti Indipendenti
«Questi sono soldi sprecati che la Regione toglie ad anziani e a malati, non è pensabile che in questi tempi di economie la Regione stanzi altri fondi sul diritto allo studio universitario. Bisogna introdurre per il futuro nuove forme di contributo, come il prestito d'onore, che responsabilizzino anche maggiormente gli studenti». Parole di Elena Maccanti (Lega Nord), assessore agli Affari istituzionali e Controllo di Gestione della regione Piemonte. Mentre in Inghilterra crollano dell'8% le immatricolazioni dopo l'applicazione del modello Browne, questa è la risposta del Piemonte, regione che fu-virtuosa nel diritto allo studio e nell'erogazione delle borse di studio, a questo momento di crisi economica. Il 70% degli aventi diritto sono rimasti Idonei non beneficiari e alla seconda rata di quest'anno, nonché alla previsione dei fondi per l'erogazione delle borse di studio per l'anno 2012/2013, lo stanziamento è zero euro. Il 23 dicembre il CdA dell'Edisu ha respinto il bilancio della regione, chiedendone la ridiscussione, che si è tenuta oggi, 10 gennaio. Per questo un numero, ancora troppo piccolo, di borsisti si è trovato davanti Palazzo Lascaris, alle 10 per presidiare la Commissione Bilancio. In seguito, i borsisti e gli studenti si sono spostati a piazza Castello, dove si stava tenendo una seduta della Giunta Regionale. Nel tragitto, il corteo spontaneo si è mosso per le vie del centro bloccando la circolazione e avendo modo di incontrarsi con la cittadinanza, confrontarsi con i passanti sul problema delle borse di studio e di tentare di far capire l'importanza e la nevralgicità di un tema centrale come quello del diritto allo studio.
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