Studenti Indipendenti - Torino

  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

In risposta al Ministro Profumo

E-mail Stampa PDF
Share

assembleaRingraziamo tutti i soggetti che hanno espresso solidarietà verso di noi in questi giorni per i fatti accaduti il 10 Maggio al Centro Congressi del Lingotto di Torino.

Ci teniamo comunque a sottolineare che in quel presidio non vi era solo una rappresentanza degli studenti, non è stato colpito e offeso solo il nostro compagno Nicola, presidente del Senato Studenti, ma un cittadino come tutti quegli studenti che, come in questo caso, scendono in piazza per manifestare il proprio dissenso e vengono da qualche tempo a questa parte costantemente posti davanti ad una situazione di repressione e davanti una gestione della piazza scellerata da parte delle forze dell'ordine.

Abbiamo già notato infatti come la gestione dell'ordine pubblico in questa città abbia preso una piega molto diversa da come veniva interpretata gli anni scorsi, si verifica troppo spesso una repressione violenta della protesta che non permette la libera manifestazione del dissenso da parte delle persone.

Chiediamo quindi a chi ne ha la responsabilità di non reprimere ogni forma di protesta tracciando una pericolosa equivalenza tra contestazione e violenza e di eliminare l'aggressività gratuita che negli ultimi giorni Torino ha potuto osservare nelle sue strade verso molti manifestanti.

Di contorno a tutto questo, le modalità di organizzazione del convegno del 10 Maggio al Centro Congressi del Lingotto col ministro, l'aver voluto tenere fuori chi voleva portare una voce critica nella discussione, è stata un'ennesima riproposizione di un atteggiamento di censura politica che speravamo e speriamo di non rivedere nel nostro Paese alla luce della sua storia travagliata.

La democrazia infatti è lasciare liberamente esprimere tutte le parti accettando anche i toni forti, la voce alta e ammettere le divergenze di pensiero.

 

La vera malattia è l'omofobia!

E-mail Stampa PDF
Share

stop omofobiaOggi 17 Maggio, Giornata Mondiale contro l'Omofobia, si ricordano in tutto il mondo quanti subiscono atti di violenza fisica, verbale e psicologica e discriminazioni sul luogo di lavoro, nelle scuole e nelle università e in famiglia.

Atti di violenza e di discriminazione ancora troppo frequenti e diffusi in Italia, dove orientamento, identità di genere e sessualità sono spesso ostacolo alla carriera professionale, accademica e alla realizzazione di sé. Le Istituzioni e il mondo politico sono responsabili e complici del clima di intolleranza e indifferenza con le quali si deve misurare chi decide di vivere fuori dall'ombra, con serenità e autodeterminazione, la propria condizione, percepita come diversa e deviata rispetto alla “normalità” eterosessuale. E così si scopre che INPS e INAIL, ancora vincolati a rigide classificazioni diagnostiche vecchie e superate da decenni (ICD9), considerano l'omosessualità, il lesbismo e la bisessualità egodistoniche come patologie psichiatriche invalidanti. Il Ministero della Salute ha fatto sapere che non è prioritario l'adeguamento da parte di tali enti al più moderno e meno discriminante ICD10.

Studenti e studentesse hanno provocatoriamente creato e diffuso un apposito modulo di richiesta di Invalidità (http://www.studentiindipendenti.org/index.php?option=com_content&view=article&id=202%3A17-maggio-giornata-mondiale-contro-lomofobia&catid=28%3Avolantini&Itemid=40) e si sono dati appuntamento alla sede provinciale INPS di via XX Settembre 34 per consegnare agli sportelli dell'ente i moduli raccolti in questi giorni. Ad aspettarli le forze dell'ordine che hanno impedito lo svolgimento dell'azione.La direzione dell'ente, sentitasi disturbata dalla nostra presenza e dal volantinaggio, ha proposto a una delegazione di entrare per un colloquio privato, lontano da sportelli e code.

 

Avere vent'anni in Italia

E-mail Stampa PDF
Share

bloccoAccusati di essere facinorosi e violenti, perché appartenenti a un’organizzazione politica, ci è stato comunicato il divieto di partecipare al convegno tenutosi oggi pomeriggio al quale ha preso parte il Ministro Profumo. Ecco le parole con cui l’organizzazione promotrice dell’evento ha comunicato che la nostra sarebbe stata una presenza scomoda: “Un gruppo di violenti appartenenti a Studenti Indipendenti era riuscito ad accreditarsi al convegno di domani. Saranno felici di trovare all'ingresso la Polizia invece del pass d'entrata. I loro accrediti sono stati annullati e i loro nomi in mano alla Questura di Torino.”Sulla base di false accuse sulle quali si è basato un processo alle intenzioni, ci è stato impedito di entrare al Centro Congressi del Lingotto nonostante fossimo regolarmente accreditati. Una censura discriminatoria nonché inutile, poiché c’è stato comunque l’intervento di alcuni contestatori all’interno nella sala.

Decisi a portare comunque il nostro parere critico in merito alle politiche del ministero, ci siamo presentati oggi al Centro Congressi del Lingotto. Ad attenderci all’ingresso, come promesso dal comunicato dell’organizzazione promotrice, c’era un fitto schieramento di polizia.

 

Basta!

E-mail Stampa PDF
Share

primo maggioIn un paese sconvolto da una crisi finanziaria senza precedenti, l’unica cosa che cresce senza limiti e senza scrupoli è la repressione.

Nella giornata del primo maggio cariche e arresti hanno impedito la contestazione al Sindaco Fassino per le politiche inique che lui e il suo partito stanno mettendo in atto, politiche che hanno portato tantissime persone a presidiare la sede del comune di Torino,dove,come ormai è solito accadere, hanno vissuto l’ennesima violenza da parte delle forze dell’ordine.

Situazioni già viste e vissute nell’ormai nota e famigerata Valle di Susa, territorio che, dalle narrazioni dei media, sembra perennemente attraversato da professionisti della violenza,i famigerati black bloc.

In pochi si soffermano a riflettere sulle immagini, le testimonianze, i video in cui viene riportato lo stato di polizia che vige in quella valle, le violenze compiute dallo Stato su un popolo che lotta ogni giorno contro una grande e inutile opera portata avanti in nome del progresso.

Il Primo Maggio non è che l’ultima testimonianza del clima che stiamo vivendo da anni: dalle cariche ai cortei e le città militarizzate, sembra che sorvegliare e punire siano le vere parole d’ordine (paradossalmente, aggiungiamo) di questo Governo poco tecnico e molto politico, che fa del rigore e dell’equità le sue bandiere.

È ora di dire basta: basta con la repressione, basta con la violenza della polizia che insanguina le nostre piazze e le nostre strade, basta con la logica delle “zone rosse” e degli impressionanti schieramenti che vogliono solo trincerare ed emarginare chi contesta la macelleria sociale e culturale che sta avvenendo nel nostro paese.


Il Potere quando si difende sanguina.



SI - Studenti Indipendenti

LaSt - Laboratorio Studentesco

 

NOT IN OUR NAME

E-mail Stampa PDF
Share

not in our nameOggi, 1 maggio 2012, siamo scesi in piazza per portare l'attenzione su scuola, università, precarietà e mondo del lavoro. La data, che non rappresenta per noi solo una ricorrenza, quest'anno assume ulteriore significato alla luce della riforma del mercato del lavoro proposta dal ministro Fornero e dall'esecutivo Monti.

Tale riforma rappresenta un attacco ai diritti dei lavoratori, più volte messi in discussione dalle politiche dei governi che si sono succeduti in questi anni e dalle decisioni di importanti aziende, su tutte la FIAT, che hanno provato nei loro stabilimenti a restringere gli spazi di azione democratica, di rappresentanza sindacale e di dissenso rispetto a politiche in linea con la fallimentare ideologia dominante.

Non si fa inoltre nulla per risolvere il dramma della precarietà, che soprattutto negli ultimi dieci anni affligge il paese: le 46 tipologie contrattuali restano intatte e vengono anzi diminuite le tutele, come dimostra la mutilazione dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori.

Gli ammortizzatori sociali proposti, e ci riferiamo all'istituzione dell'ASPI, sono poi assolutamente insufficienti per tutelare lavoratori e famiglie in un momento in cui la crisi si fa particolarmente aspra con le scelte del governo che rischiano di rivelarsi pesantemente recessive invece che rilanciare il paese.

 

Referendum cacciato

E-mail Stampa PDF
Share

referendum cacciaDopo un lungo teatrino, il Consiglio Regionale capeggiato dell’indomito paladino dei valori padani ha trovato la soluzione per evitare che si svolgesse il referendum sulla caccia, che avrebbe limitato drasticamente la libertà per i cacciatori e per le loro lobby. Non è nostra intenzione entrare nel merito delle ragioni del referendum (cosa che abbiamo già fatto), ma ci teniamo a denunciare l’enorme  mancanza di democrazia e il pericoloso precedente che si è verificato. La raccolta firme per la proposta referendaria si è tenuta nell’ormai lontano 1987, data dalla quale il referendum è stato osteggiato e intralciato in qualsiasi modo. Quest’anno una sentenza del TAR ha obbligato il presidente Cota a fare tutto il possibile affinchè il referendum avesse luogo.
I furbissimi componenti della giunta Cota, come tutta risposta, hanno trovato un mezzo per cancellare definitivamente questa consultazione popolare. Le scuse portate per giustificare tale decisione sono le stesse che vengono ripetute da anni per qualsiasi tipo di decostruzione dello stato sociale: la regione non ha soldi da sprecare per la democrazia! Come al tempo delle elezioni studentesche, ci teniamo a ribadire con forza che la democrazia non è uno spreco né un costo, ma un mezzo per attuare il 1 articolo della costituzione che recita “il popolo è sovrano”. Il referendum in particolare, come unico mezzo per la popolazione di esprimere un parere partecipato e diretto su una legge regionale o statale, deve sempre avere modo di trovare attuazione e pubblicizzazione.
La scusa della carenza di soldi non ci inganna, così come non ci basta come risposta al mancato finanziamento all'Edisu per le borse di studio. I soldi ci sono, ma come allocarli è una precisa scelta politica: a partire dallo slegamento del referendum dalle elezioni amministrative (che avrebbe garantito un enorme risparmio) ai fondi sempre assicurati se non incrementati ai movimenti prolife nei consultori, ai premi per i mancati aborti, agli investimenti nella costruzione del TAV.

 

SI - Studenti Indipendenti


 

 

CADE LA PIOGGIA, CADONO I CONTROSOFFITTI

E-mail Stampa PDF
Share

crollo palazzina einaudiQuesta settimana  si è verificato l'ennesimo crollo di un controsoffitto nella Palazzina Einaudi, sede delle facoltà di Scienze Politiche e Giurisprudenza. Questa struttura, dopo appena dieci anni dalla sua costruzione, è ridotta come un colabrodo: mancano le pendenze sul tetto e l’impermeabilizzazione fa acqua da tutte le parti. Se nel caso di edifici secolari, come quelli che ospitano le Facoltà scientifiche, il problema della messa in sicurezza è difficile da affrontare (proprio a causa dell’età degli edifici), nel caso della Palazzina Einaudi la struttura è nuovissima  ed è inconcepibile che presenti delle carenze così evidenti da mettere in pericolo la sicurezza di chi si trova a frequentare queste aule.

La pioggia, cadendo sulle controsoffittature di cartongesso, le impregna causandone l'aumento di peso e il crollo. Per ora le conseguenze sono limitate, ma la situazione sembra destinata a non migliorare: si tratta dell’ennesimo caso di incuria per quanto attiene alla messa in sicurezza degli edifici dell’università.
Da anni ormai, come Collettivi Studenteschi, denunciamo le condizioni precarie della struttura e puntualmente veniamo ignorati. Si tratta di una roulette russa: chissà quando si staccherà il prossimo pannello e chissà se piomberà nel vuoto o se prenderà qualcuno. Durante le piogge dell’inverno due pannelli si erano staccati proprio nell’Auletta Bonobo, sede del collettivo di Scienze Politiche. Dopo una nostra denuncia dell’accaduto, l’Università ci promise di trovare una soluzione al problema, ma si è poi limitata a rimpiazzare i pannelli, col risultato che si continua a sentire il rumore delle gocce che lentamente li inzuppano. La situazione non è migliore nella "zona macchinette", dove da sempre è sistemato un secchio per raccogliere l’acqua piovana. Lo stesso vale per l’aula 1 di Giurisprudenza, che puntualmente si allaga.
Le infiltrazioni e l'umidità, oltre a provocare la rottura dei pannelli di cartongesso, vanno a indebolire la già evidentemente precaria struttura della Palazzina Einaudi e potrebbero potenzialmente creare problemi ancora più gravi alla sicurezza del posto e degli studenti che lo frequentano.
Inoltre sembra che le foto di questi avvenimenti abbiano creato una certa paura ai piani alti dell’Università di Torino, che come risposta ha cercato di intensificare il controllo sugli studenti che scattano foto, specie per quanto riguarda le carenze specifiche delle strutture.

 

Torino, 9 Maggio 2012
Collettivo Bonobo

 

Ci state togliendo anche l'ultimo sostegno

E-mail Stampa PDF
Share

l'ultimo sostegnoOggi, giovedì 3 maggio, un nutrito numero di studenti si è dato appuntamento alle 14 in piazza Castello per presidiare il CoReCo (Comitato Regionale di Coordinamento delle Università del Piemonte) che, in questa seduta, avrebbe voluto ridefinire i criteri per l'assegnazione delle borse di studio per l'anno accademico 2012/2013. La proposta in discussione prevedeva la restrizione dei criteri di idoneità rispetto al passato, riducendo dunque il numero di potenziali beneficiari, dando poca rilevanza alle condizioni economiche dello studente e giocando invece sulla solita retorica del merito con cui vengono giustificati tutti i tagli degli ultimi anni.

La giunta regionale ha però annullato la seduta per l'urgenza della discussione in merito al referendum sulla caccia, che la Regione sta tentando di svuotare del suo significato, restringendo al massimo il campo della consultazione democratica.

Il presidio si è comunque svolto per riportare l'attenzione della popolazione sulla situazione drammatica del diritto allo studio in Piemonte, con interventi a microfono aperto che hanno denunciato il contesto con cui oggigiorno gli studenti si trovano a dover fare i conti, in particolare la proposta di abolire il valore legale del titolo di studio e gli ultimi decreti attuativi della riforma Gelmini, che determineranno un notevole aumento delle tasse universitarie, favorendo il meccanismo dei prestiti d'onore che nel sistema universitario anglosassone ha già mostrato tutta la sua pericolosità.

 

“TTF: LA TASSA PIU’ BELLA?...”

E-mail Stampa PDF
Share

locandina ttf economia“TTF: LA TASSA PIU’ BELLA?...”
DIBATTITO SULLA PROPOSTA DI
TASSARE LE TRANSAZIONI FINANZIARIE

Oggi che la crisi si è spostata nell’economia reale, noi cittadini ne subiamo gli effetti in prima
persona: più disoccupazione, più tasse, meno lavoro.

Forse non si sa però che il principale responsabile, il settore finanziario, o meglio “i mercati
finanziari internazionali”, in moltissimi casi non sono soggetti a tassazione.

Tassare le transazioni finanziarie (ossia lo scambio di titoli in Borsa) quindi è un buon modo
per far pagare la crisi anche a chi l’ha causata?O le banche riuscirebbero a scaricarla su noi
contribuenti?
E il gettito ci aiuterebbe a ridurre il nostro famoso debito pubblico?

La proposta è al vaglio del Consiglio Europeo, e la sua entrata in vigore è prevista per il 2014.

Assemblea di Economia ne parla con Filippo Taddei, assistant professor del Collegio Carlo
Alberto e con Andrea Fumagalli, professore associato di economia politica dell'Università
di Pavia, insieme a Stefano Risso di ATTAC TORINO (Associazione per la Tassazione delle
Transazioni Finanziarie e per l'Aiuto ai Cittadini).

L’incontro, seguito da dibattito pubblico, si terrà il 10 maggio alle 16 in aula 3, in Corso Unione Sovietica
218/bis, presso la Facoltà di Economia dell’Università di Torino.
E’ organizzato dagli studenti di Assemblea di Economia in collaborazione con Arci Torino e Attac.

Domande dirette, risposte chiare

Assemblea di Economia

 


Pagina 1 di 14

Questionario per gli studenti

 

LogoLink

 

LogoLink