Studenti Indipendenti - Torino

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Fuga dall’Edisu

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edisuIeri pomeriggio, 25 gennaio 2012, alla sede EDiSU di Via Madama Cristina, si è tenuta la Commissione sviluppo, che aveva il compito di iniziare la riscrittura del bando per le borse di studio e il servizio abitativo dal prossimo anno in avanti. Un folto presidio si è radunato in via Madama, tentando di farsi sentire e portare all’attenzione dei consiglieri d’amministrazione l’incresciosa condizione in cui versa il diritto allo studio in Piemonte quest’anno. Dopo aver bloccato la strada, i presidianti hanno richiesto la possibilità di far salire una delegazione per leggere le ragioni della protesta e chiedere al presidente Trabucco, una volta in più, di pronunciarsi pubblicamente e ufficialmente sulla questione, specie dopo il vergognoso comunicato che il Presidente ha rilasciato in settimana sull’occupazione della Residenza Verdi 15. Dopo una lunga e sofferta discussione sulla lacerante opzione di ascoltare una breve comunicazione da parte degli studenti in presidio, Trabucco ha detto, senza mezzi termini, di “andare a bussare a piazza Castello”, che a lui- loro- non importa nulla delle richieste e rivendicazioni degli studenti e dei borsisti presenti al presidio. Si tratta della prima volta che il presidente si sbilancia, negando persino la possibilità di un’udienza agli studenti. Crediamo sia imbarazzante e inaccettabile che il presidente dell’Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario non sia interessato a chiedere qualche cambiamento nello stanziamento dei fondi da parte della Regione, per riscattare la situazione. Trabucco è Presidente di un Ente sull’orlo del baratro e si nasconde al dialogo contro i suoi stessi interessi. La cosa è diventata più irritantemente chiara al termine della seduta della commissione, quando il presidente, preoccupato per il suo sonno, ha provato a seminare i presidianti uscendo in macchina dal retro, protetto dalla polizia come “due signori anziani che vanno a casa, fateli passare”. Trovando un blocco, provando la tentazione di investire i manifestanti, accenna una marcia indietro, salvo poi fermarsi e accusare i presidianti di danneggiare la sua autovettura. Negando istericamente e furiosamente un confronto, torna dentro, lascia la macchina e prova a uscire con nonchalance, ma anche stavolta gli studenti e i borsisti presenti non si sono fatti ingannare. Seguendolo e tentando di consegnare un volantino al Presidente, hanno costretto il povero spaventato Trabucco a nascondersi dietro file di scudi di plastica e una camionetta blindata. Dopo qualche attimo ancora di questo ignominioso gioco a Guardie e ladri, il presidente si è fatto scortare dalla polizia di nuovo alla sua macchina e, con qualche istante di tensione, dovuto alla frenesia e al nervosismo di Trabucco, è riuscito ad allontanarsi in macchina, rifiutando, è bene sottolinearlo ancora, anche solo di ascoltare la lettura di un volantino.

Troviamo ridicolo il comportamento del dott. Trabucco, degno del peggior stereotipo di politicante dalla caratura inconsistente e dalla nomina immeritata disponibile sulla non rosea scena italiana, come reputiamo patetico il tentativo di sottrarsi a un dialogo che in qualche modo sarà costretto a sostenere, perché gli studenti e i borsisti piemontesi non sono disposti a lasciarsi scippare i loro diritti.

 

Torino, 26 Gennaio 2012

Studenti Indipendenti

 

Comunicato del Senato Studenti sul diritto allo studio

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diritto allo studioRiportiamo qui di seguito il comunicato proposto da noi e approvato all'unanimità dal Senato Studenti del 17 Gennaio:

"Fino a oggi il Piemonte è stata una delle poche Regioni italiane in cui venivano assegnate le borse di studio a tutti coloro che ne avevano diritto, garantendo così in maniera esemplare il diritto allo studio riconosciuto dalla Costituzione (art. 34).
Alla grave situazione economica hanno fatto seguito precise scelte politiche della Giunta Regionale guidata da Roberto Cota, che ha deciso quest’anno di ritrattare l’erogazione dei finanziamenti previsti per l’EDISU, l'ente regionale che offre numerosi servizi destinati a tutti gli studenti, in particolare borse di studio, residenze universitarie e mense. Attualmente solo il 30% degli idonei ha ricevuto la prima rata della borsa di studio mentre al bilancio del Consiglio di Amministrazione dell'EDISU per la seconda di quest’anno e per la prima del prossimo risultano fondi pari a zero: i consiglieri hanno ritenuto irricevibile un simile bilancio e l'hanno rifiutato in due occasioni. Pertanto da quest'anno 8000 su 12000 studenti non riceveranno la borsa a cui hanno diritto (ex articolo 34 cost.). Inoltre lo stesso EDISU corre il serio rischio di essere commissariato se non verranno concessi adeguati finanziamenti entro pochi mesi, con conseguenze catastrofiche per l'intero sistema universitario piemontese.

 

Prorogato il termine per la compilazione del piano carriera!

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Ottenuta la proroga per la presentazione del piano carriera

A seguito di numerose pressioni da parte degli Studenti Indipendenti, l’Ateneo ha prorogato i termini per la compilazione, l’integrazione o la modifica del piano carriera per l’A.A. 2011/2012 senza pagamento di mora al 31/01/2012. Dal giorno 20 però non sarà disponibile la presentazione on-line a causa di problemi di carattere informatico, ma ogni modifica o integrazione dovrà essere effettuata presso le segreterie studenti di riferimento.

Inoltre ricordiamo che entro e non oltre il 24 Febbraio 2012 è consentita la presentazione o la modifica del piano carriera nelle segreterie, previo pagamento della sanzione amministrativa prevista.

Torino, 19 Gennaio 2012
Studenti Indipendenti
Al servizio di tutti, servi di nessuno!

 

Vuoi la borsa di studio? No, sono soldi sprecati!

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borse di studioPurtroppo non è una provocazione, ma le parole del presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, in risposta alle richieste dei giornalisti sul perché dei tagli micidiali apportati al diritto allo studio nella nostra regione. Avete in mente cosa si diceva durante le proteste contro la riforma Gelmini? Ricordate quali rischi si presentavano per il futuro? Bene, teniamo tutto a mente.

La triste vicenda dell'EDISU, l'ente regionale che eroga le borse di studio e gestisce le residenze per gli studenti fuori sede e le mense universitarie, è iniziata qualche anno fa, ma giunge al culmine negli ultimi due mesi.

Fino all'anno scorso l'EDISU è stato in grado di erogare le borse di studio a tutti gli aventi diritto che avevano presentato regolare domanda [per l'inserimento in graduatoria]. Per la copertura dei servizi riferiti all’anno 2010 occorrevano circa 24 milioni di euro e, tra stanziamenti regionali, contribuzioni studentesche, tesoretto accumulato dello stesso EDISU e trasferimenti statali si riusciva a garantire la totale copertura.

Quest'anno il panorama è drasticamente cambiato. L'attuale amministrazione regionale con una mano tesse le lodi di Torino come città universitaria, con l'altra infierisce senza pietà e senza alcun pudore tagli irrefrenabili.

Dopo una lunga sequenza di promesse, smentite e dichiarazioni contraddittorie, si è arrivati alla seduta del 23 dicembre 2011 del Consiglio di Amministrazione dell'EDISU, dove i numeri hanno riassunto la politica della Regione prevista per il diritto allo studio. Alla voce “erogazione borse di studio” del bilancio di previsione per il 2012 è affiancato un numero: zero

Sia per la prima che per la seconda rata delle borse relative al bando 2011/2012 non resta nulla. Ma che fine ha fatto l'ammirabile tradizione della copertura del 100% delle borse degli aventi diritto, decantata in più occasioni?

Leggi il documento sul diritto allo studio cliccando sull'immagine.

 

È scoccata la vostra ora, inizia il nostro tempo

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clessidraNel corso dell'ultimo anno, una nuova volontà di democrazia partecipativa ha scosso l'Europa e il mondo intero: dalle mobilitazioni studentesche cilene e britanniche alle acampadas in Spagna e Portogallo, dal tentativo di occupazione di Wall Street ai ripetuti scioperi in Grecia, un movimento  globale, complesso per la sua natura eterogenea ma forte di un grande potenziale propositivo, ha e sta tentando di far sentire le sue migliaia di voci.

In questo senso, l'appello lanciato dagli indignados spagnoli alla data del 15 Ottobre non è caduto nel vuoto, la società civile ha riempito 952 piazze in 82 paesi per riappropriarsi del proprio spazio politico, non solo per chiedere con forza una maggior regolamentazione dei mercati finanziari, ma guardando oltre a un nuovo modello, che rimetta lo stato sociale al centro di un sistema economico in cui è la politica, mezzo dei cittadini e non fine dei politicanti, che governa le dinamiche finanziarie.

La risposta repressiva data dal governo italiano, più che contrastare le dinamiche distruttive messe in scena da una parte minoritaria del corteo del 15, tenta di soffocare quel potenziale ritenuto pericoloso espresso da migliaia dal Circo Massimo alla tangenziale est di Roma.

Ne è la prova lo sgombero degli studenti delle scuole occupate di Trieste, le limitazioni poste al corteo della FIOM del 21 ottobre, le proposte di ordinanze e leggi “speciali” sulle manifestazioni.

Sul piano politico, questo governo continua ad approvare manovre drastiche di diminuzione della spesa pubblica , che si tradurranno in tagli alla sanità, all'istruzione, alle pensioni, privatizzazioni dei servizi pubblici, aumenti delle imposte a carico dei cittadini, liberalizzazione dei licenziamenti, riforma del mercato del lavoro, senza nemmeno aver ideato un piano per la crescita credibile.

Come studenti universitari, consideriamo il diritto allo studio come un pezzo fondamentale di quel   Welfare State che intendiamo difendere.

 

L'Ateneo torna sui suoi passi

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Su richiesta dei rappresentanti di Studenti Indipendenti, l'ateneo aveva deciso di permettere agli studenti che hanno riscontrato problemi nella compilazione del carico didattico di poterlo modificare senza pagare la sanzione amministrativa.

Con un comunicato odierno afferma invece che saranno esentati dal pagamento solo coloro che avranno segnalato via email eventuali criticità entro i limiti prestabiliti, cioè entro le ore 24 del 20 gennaio. Invitiamo pertanto tutti gli studenti che, a causa di disfunzioni del sistema S3, non fossero riusciti a completare o modificare il carico didattico, a mandare un'email, segnalando il problema riscontrato, a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Cosa faranno gli studenti che in questi giorni non sono riusciti a completare o modificare il carico didattico?

L'Ateneo, bisognoso di liquidità finanziarie, farà pagare loro la sanzione amministrativa. Ma tranquilli, nonostante gli 82 mln di tasse universitarie e le svariate migliaia di euro derivanti dalle sanzioni amministrative, i problemi al servizio informatico resteranno.

Con buona pace degli studenti e dei loro problemi.

Torino, 20 Gennaio 2012

SI - Studenti Indipendenti


 

Nulla di fatto dalla Giunta Regionale, prosegue la protesta del movimento dei borsisti

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borse di studio«Questi sono soldi sprecati che la Regione toglie ad anziani e a malati, non è pensabile che in questi tempi di economie la Regione stanzi altri fondi sul diritto allo studio universitario. Bisogna introdurre per il futuro nuove forme di contributo, come il prestito d'onore, che responsabilizzino anche maggiormente gli studenti». Parole di Elena Maccanti (Lega Nord), assessore agli Affari istituzionali e Controllo di Gestione della regione Piemonte. Mentre in Inghilterra crollano dell'8% le immatricolazioni dopo l'applicazione del modello Browne, questa è la risposta del Piemonte, regione che fu-virtuosa nel diritto allo studio e nell'erogazione delle borse di studio, a questo momento di crisi economica. Il 70% degli aventi diritto sono rimasti Idonei non beneficiari e alla seconda rata di quest'anno, nonché alla previsione dei fondi per l'erogazione delle borse di studio per l'anno 2012/2013, lo stanziamento è zero euro. Il 23 dicembre il CdA dell'Edisu ha respinto il bilancio della regione, chiedendone la ridiscussione, che si è tenuta oggi, 10 gennaio. Per questo un numero, ancora troppo piccolo, di borsisti si è trovato davanti Palazzo Lascaris, alle 10 per presidiare la Commissione Bilancio. In seguito, i borsisti e gli studenti si sono spostati a piazza Castello, dove si stava tenendo una seduta della Giunta Regionale. Nel tragitto, il corteo spontaneo si è mosso per le vie del centro bloccando la circolazione e avendo modo di incontrarsi con la cittadinanza, confrontarsi con i passanti sul problema delle borse di studio e di tentare di far capire l'importanza e la nevralgicità di un tema centrale come quello del diritto allo studio.

 

 

Dove fanno deserto la chiamano democrazia

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maniIl 12 Dicembre scenderemo in piazza a fianco dei lavoratori della Fiom-Cgil perché riteniamo inaccettabile l'estromissione di un sindacato dai luoghi di lavoro e l'impossibilità per i lavoratori e le lavoratrici di scegliere i propri rappresentanti all'interno di questi. Marchionne infatti dopo aver imposto il referendum-ricatto negli stabilimenti di Pomigliano D'Arco e Mirafiori, dopo essere uscito in maniera beffarda da Confindustria, ha cancellato nella propria azienda i diritti acquisiti dagli anni '70 ad oggi tramite le lotte sindacali.

Nel disegnare la sua fabbrica ideale, Marchionne non ha più intenzione di  rispondere ad alcun sindacato che rivendichi diritti e una migliore condizione di lavoro per i lavoratori e le lavoratrici che rappresenta: in questo senso va l'estromissione della Fiom che si sta di fatto realizzando in questi giorni. La principale azienda automobilistica italiana dichiara guerra al contratto nazionale, costituendo, di fatto,  un pericoloso precedente e rimescola i rapporti di forza del mondo del lavoro. Mondo del lavoro sempre meno tutelato e garantito; sempre meno fondamento della nostra dignità sociale e della nostra repubblica.

 

 

Diritti in prestito [risposta all'articolo de La Stampa del 26 ottobre]

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feesChi di questi tempi studia o lavora in Ateneo non può non aver notato come anche nei corridoi universitari si respirino gli effetti della crisi economica e istituzionale che l'Italia, e non solo, sta attraversando.

Le recenti riforme, infatti, mettono in grave difficoltà il futuro dell’istruzione e della ricerca nel nostro paese, in quanto sintomi di un progetto di smantellamento dell’Università pubblica, in perfetta sintonia con il più ampio quadro di rottamazione del Welfare State (dalla scuola alle pensioni, dai servizi alle famiglie ai trasporti pubblici). Un progetto che ci sembra, al di là delle poche eccezioni, in larga misura bipartisan.

L’11 ottobre Marco Meloni, responsabile dell'area Università e Ricerca per il Partito Democratico ha negato con forza l’adesione del proprio partito a questo progetto pubblicando una lettera su l’Unità ed indicando, ad esempio, la proposta, in sede di discussione della legge, di inserire alcuni vincoli al legislatore delegato riguardanti “borse di studio per tutti gli aventi diritto [ … ] assistenza sanitaria, trasporti, alloggi per gli studenti. Un vero e proprio welfare studentesco”.

Inoltre il Dott. Meloni ci tiene a sottolineare l’intenzione del Pd a mantenere vivo il dialogo con i movimenti attivi nelle Università.

Ma basta dare un'occhiata al passato (neanche troppo remoto) per rendersi conto che il Partito non è della stessa opinione.

Il 20 Maggio 2011, l’on. Pietro Ichino, come primo firmatario, presenta un’interrogazione parlamentare in cui invita il governo a prendere ispirazione dal rapporto Browne per risolvere i problemi finanziari dell’Università. Come? permettendo agli atenei di innalzare le tasse d’iscrizione degli studenti. Ma

“cosa fare invece per gli studenti meno abbienti? […] dare ai poveri un’università gratis ma di pessima qualità è una truffa. Sono loro gli studenti maggiormente interessati ad atenei ben finanziati ”: per questo, spiega Andrea Ichino, fratello di Pietro e vera “mente” e “paladino” del progetto, è necessario garantire loro dei prestiti d’onore.

Fortunatamente il PD, nella persona di Meloni, prende ufficialmente le distanze da questa proposta iperliberista. Purtroppo le posizioni ufficiose sembrano di altro tono.

 


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Questionario per gli studenti

 

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